Coltivare democrazia: il ruolo degli enti locali e della società civile

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Venerdì 21 settembre la premio Nobel per la pace, Shirin Ebadi avvocato, pacifista, sarà ospite delle Acli Milanesi, nell’ambito della tradizionale giornata di approfondimento e di studio sui temi della democrazia, della partecipazione e della cittadinanza attiva, promossa dalle Acli Milanesi insieme al coordinamento La Pace in comune.
«Una donna professionale e coraggiosa che non ha mai ceduto alle minacce, che, in un’era di violenza, ha fortemente sostenuto la non violenza, che ha sempre considerato le elezioni democratiche come la base del potere politico supremo, che ha dichiarato di non volersi appoggiare ai paesi stranieri per affermare la democrazia nel suo Paese perché non vuole che siano gli stranieri a imporre i diritti umani», si legge tra le motivazioni dell’assegnazione dell’autorevole riconoscimento del 2003.
Nel pomeriggio alle ore 16 Shirin Ebadi parteciperà insieme ai dirigenti delle Acli e a numerosi amministratori locali al Consiglio Comunale Straordinario a Palazzo Marino.
«Nonostante gli sforzi e l’impegno di ciascuno, è indubbio – ha spiegato il presidente Paolo Petracca – che le democrazie europee stiano attraversando un periodo di forte crisi e non si tratta solo della bassissima affluenza alle urne ma soprattutto della continua avanzata di populismi che rischiano di trascinare l’Italia e l’Europa verso un pericoloso baratro. Spetta ai rappresentanti della società civile e alla buona politica, quella del bene comune, dei diritti e della partecipazione aiutare a capire come affrontare questa crisi e salvaguardare i principi democratici».
«Insieme a Shirin Ebadi – ha concluso Petracca presentando l’iniziativa – ragioneremo anche di Europa, perché crediamo fermamente nel sogno europeo e siamo convinti che la battaglia per la democrazia superi qualsiasi confine nazionale».

Shirin Ebadi è nata a Hamadan nel 1947, è stata la prima donna iraniana a diventare magistrato nel suo paese. Nel 2003 ha vinto il Premio Nobel per la Pace per il suo impegno nella difesa dei diritti umani e a favore della democrazia. Dal 2009 vive in esilio volontario per far conoscere al mondo ciò che succede in Iran, attraverso un’intensissima attività di propaganda e di battaglia legale.

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