Venerdì 23 alle 21, una meditazione musicale a San Carlo al Lazzaretto con musiche del compositore vivente Arvo Part: è il nuovo evento promosso a Milano dalla Fondazione Pontificia “Aiuto alla Chiesa che Soffre”

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ACS ha voluto sottolineare la ricorrenza della XXVI Giornata di Preghiera e Digiuno per i Missionari Martiri con una serata di testimonianza e di musica dedicata ai Cristiani in Iraq e al ricordo della figura del sacerdote Padre Ragheed Ganni, assassinato il 3 Giugno 2007 nei pressi della chiesa dello Spirito Santo a Mosul, l’antica Ninive, dove egli esercitava il ministero di Parroco. Durante la serata sarà distribuito un libro che ne ricorda il ministero, la missione e il martirio.
Si tratta di una “meditazione in musica” con musiche del compositore vivente Arvo Part, eseguite dal Coro da Camera di Varese e dal Maestro Giovanni Battista Mazza (Organo) (Conservatorio di Milano).
La serata  – in programma per venerdì 23 marzo alle 21 presso la chiesa di San Carlo al Lazzaretto – si inserisce nel ciclo degli incontri Quaresimali presso la parrocchia di Santa Francesca Romana e vi sarà, quale momento cardine, la testimonianza di don Karam Shamasha, Sacerdote della Diocesi di Alqosh, Piana di Ninive (Mosul) sulla situazione dei Cristiani in quella regione martoriata.
Eventuali offerte libere saranno devolute a sostegno di un importantissimo progetto internazionale di ricostruzione dei villaggi e degli edifici religiosi nella Piana di Ninive.
Questo progetto definito un vero e proprio “Piano Marshall per l’Iraq” ha visto la luce grazie agli sforzi congiunti delle locali Chiese Caldea, Siro-Ortodossa e Siro-Cattolica.
In allegato la locandina.


I cinque progetti di Acs per le cinque settimane di Quaresima

È dedicata interamente alla Piana di Ninive la campagna quaresimale di Aiuto alla Chiesa che Soffre del 2018. Un fronte quello della ricostruzione dei villaggi cristiani liberati dallo Stato Islamico, che vede la Fondazione pontificia come prima associazione nel mondo in termini di sostegno alle comunità cristiane.

«La presenza dei cristiani è determinante in Medio Oriente per il dialogo tra tutte le comunità – afferma il direttore di Acs-Italia, Alessandro Monteduro –. Anche grazie al nostro sostegno, si sono raggiunti risultati impensabili soltanto un anno fa». Le famiglie già rientrate a fine 2017 erano infatti 6.330, il 33% della popolazione cristiana della Piana di Ninive. Dodici mesi or sono, Monteduro ha guidato una delegazione italiana della Fondazione in visita nel Nord iracheno. «Il villaggio di Batnaya, a pochi chilometri da Mosul, era totalmente distrutto e nessuno di noi avrebbe mai creduto che le famiglie cristiane vi avrebbero mai fatto ritorno». Ed invece uno dei cinque progetti proposti da Acs ai propri benefattori per questa Quaresima è proprio la ricostruzione di 520 abitazioni cristiane a Batnaya.
Tra gli altri aiuti vi è la donazione di impianti idrici che porteranno l’acqua potabile in 115 case a Qaraqosh, un tempo simbolo della cristianità in Iraq che oggi si sta ripopolando di fedeli. Un altro intervento di carattere strutturale è previsto a Tellskuf, il villaggio dove è già rientrato il 67% delle 1.500 famiglie che vi abitavano fino all’agosto 2014. Qui Acs donerà impianti elettrici a 69 case per consentire alle famiglie di poter svolgere le normali attività quotidiane. La Fondazione non poteva dimenticare gli edifici religiosi, in gran parte distrutti e profanati da Isis. A Bashiqa è previsto il restauro del convento di San Reginaldo delle Suore domenicane di Santa Caterina da Siena. Le religiose potranno così riprendere la formazione dei bambini alla Prima Comunione e il catechismo domenicale. A Bartella, invece, sarà ricostruita la chiesa di santa Shmuni.

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