Ragazzi e ragazze, insegnanti e volontari raccontano l'esperienza di amicizia che vivono oggi e che fa riscoprire a ognuno la sua ricchezza umana. Mostra realizzata dall’Associazione Portofranco, insieme alle Associazioni Tribù, Nestore e Rugbio. Sarà aperta dalla 10 alle 18 sotto i portici del supermercato Carrefour di via Vespucci ad Abbiategrasso, zona Darsena

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Sabato 22 giugno nell’ambito del Progetto “Luci nel Quartiere” verrà presentata la mostra “I volti di un’amicizia”, realizzata dall’Associazione Portofranco, insieme alle Associazioni Tribù, Nestore e Rugbio. La mostra sarà aperta dalle 10 alle 18 sotto i portici del supermercato Carrefour di via Vespucci ad Abbiategrasso, zona Darsena.
Alle ore 16 vi sarà un momento di festa e ragazzi, ragazze e insegnanti racconteranno le origini della mostra e la ricchezza umana da cui è scaturita e che rappresenta una speranza concreta per il mondo giovanile.
All’interno del progetto “Luci nel quartiere”, finanziato con i fondi di Regione Lombardia, è stato intrapreso un percorso che, nascendo da un corso di italiano per studenti stranieri, ha portato alla nascita di un’amicizia dove i ragazzi hanno potuto raccontare di sé, scoprendo che ognuno è simile all’altro pur nelle diversità che porta inscritte nella sua umanità e nella sua storia.

Il percorso di quest’anno a Portofranco è stato caratterizzato dalla scelta di Portofranco di condividere un bisogno emerso dai ragazzi stranieri che frequentano il centro. E’ il bisogno di imparare la lingua italiana, perchè altrimenti a scuola ci si trova di fronte a difficoltà insormontabili, spesso con risultati negativi.
Per questo Portofranco ha realizzato un corso di italiano per studenti di origine straniera. E’ stato un corso che ha cominciato a rispondere concretamente al bisogno della lingua, quindi imparare le parole, a costruire una frase, a capire un testo, a dialogare insieme in italiano. Di per sè è già stato un percorso affascinante, un bisogno concreto è stato preso sul serio e vi è stata data una prima risposta. Nel percorso pian piano è emersa da parte dei ragazzi e delle ragazze una forte curiosità nei confronti della cultura italiana e della religione cristiana, così diverse dalle loro. Una ricchezza di domande e un lavoro per capire, una modalità vera di realizzare l’integrazione tanto che questo è diventato reciproco, i volontari di Portofranco hanno cominciato anche loro a porre domande a ragazzi e ragazze stranieri per capire la loro cultura.
E’ stato un arricchimento reciproco dentro cui è scoppiata un’amicizia che è andata al cuore delle domande più vere che ognuno porta con sè. Questa amicizia è esplosa da uno sguardo che molti ragazzi e ragazze hanno avvertito rivolto a loro, uno sguardo in cui si sono sentiti presi sul serio, finalmente stimati. E’ stato questo sentire di valere per qualcuno che è diventato così contagioso da far diventare un corso di italiano un’esperienza di amicizia. Così ci si è svelato uno dei bisogni fondamentali dei giovani d’oggi ma anche degli adulti, che in questa società liquida in cui tutto svanisce di colpo rimanga qualcosa che vale, un rapporto che apra alla vita e la renda affascinante avventura.

La mostra vuol semplicemente raccontare questo, non fare un’analisi della questione giovanile neanche fare un progetto per risolverla, ma semplicemente documentare che un’amicizia vera rende capaci di guardarsi in faccia, così ognuno trova un luogo dove poter parlare di sè.

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