Storia vera di Enaiatollah Akbari, di e con Christian Di Domenico, tratta dal libro di Fabio Geda

Coccodrilli

Domenica 7 aprile alle 18, presso il Teatro Fondazione Sacra Famiglia (Piazza Mons. Moneta 1), andrà in scena lo spettacolo «Nel mare ci sono i coccodrilli».
La vera storia di Enaiatollah Akbari, uno dei tanti bambini emigrati dall’Afghanistan, “costretti a barattare la propria innocenza in cambio della sopravvivenza”.
Si tratta di un viaggio di formazione in cui il bambino diventerà uomo, portando sempre con sé le parole del padre e le promesse fatte alla madre. Uno spettacolo che racconta uno dei tanti drammi contemporanei: le migrazioni di milioni di individui in fuga dai territori devastati dalla guerra.
L’evento è organizzato da Azione Cattolica di Cesano Boscone, in collaborazione con altre Associazioni ed Enti ed è il secondo di un ciclo di appuntamenti proposti per sensibilizzare i cittadini su temi relativi alle Elezioni Europee, temi spesso sottovalutati.
«Nel primo si era evidenziato l’importanza della partecipazione dei giovani al voto di Maggio – raccontano gli organizzatori – domenica 7 aprile con questo spettacolo si affronterà una problematica che ci interroga quotidianamente, in modo particolare in Italia, causa la nostra dislocazione geografica nel mar Mediterraneo.
Problematica che da una parte viene sottaciuta e nascosta e all’opposto invece usata come “arma impropria”, per aumentare irrazionali paure, con lo scopo finale di non affrontare comunque e seriamente un “segno dei tempi”, dimenticando soprattutto che i soggetti che affrontano ,questa tragedia sono innanzitutto persone umane.
Il monologo “Nel mare ci sono i coccodrilli” evidenzia questo dramma».
In allegato la locandina.

Lo spettacolo
C’è chi parte per amore, per lavoro, per turismo e poi ci sono quelli che partono per inseguire la vita. E allora la partenza è un parto.
Un viaggio in posizione fetale, stipato in pochi centimetri, nella pancia di un camion dentro un mare di letame. Un mare in salita, che unisce e che separa. Un mare che è liquido amniotico che nutre ma in cui si può annegare.
Una sola sedia in scena basta per raccontare il travaglio e il peregrinare di un bambino, costretto a barattare la propria innocenza in cambio della sopravvivenza, senza però mai vendere la propria onestà. Nel viaggio diventa un uomo portando sempre in tasca le parole di suo padre e le promesse fatte a sua madre. Poi finalmente arriva, si ferma. Ritorna a essere un po’ bambino, di nuovo figlio, nostro, del mondo, del tutto. Perché basta che due si vogliano bene per raggiungere l’assoluto e la misura delle cose.
Nel mare ci sono i coccodrilli, non è solo uno spettacolo ma un incontro, una stretta di mano tra noi e la nostra umanità.

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