Redazione

Il 2 febbraio 1921 moriva il cardinale Carlo Andrea Ferrari, che aveva guidato la Diocesi di Milano per 27 anni, ed era stato chiamato a succedergli nell’agosto dello stesso anno il cardinale Achille Ratti. Nessuno, però, poteva immaginare che il nuovo Arcivescovo sarebbe rimasto sulla cattedra di Sant’Ambrogio solo cinque mesi. Entrato, infatti, in conclave, il cardinale Ratti ne usciva papa con il nome di Pio XI. Bisognava, quindi, trovare una nuova guida per la diocesi di Milano. La scelta cadde, allora, su Eugenio Tosi.
Il neo-arcivescovo, nato a Busto Arsizio il 6 maggio 1864, all’epoca della nomina – 7 marzo 1922 – era vescovo di Andria. L’11 novembre dello stesso anno fu creato cardinale e subito iniziò la Visita pastorale alle parrocchie della diocesi, ma le precarie condizioni di salute e la morte avvenuta il 7 gennaio 1929, gliene impedirono la conclusione.
Tuttavia, per ricordare l’ottantesimo anniversario dell’ingresso in diocesi del “cardinale della bontà” – come immediatamente venne soprannominato per la sua benevolenza – e per sottolineare il carattere eminentemente pastorale della sua azione ci rifacciamo ai decreti e alle osservazioni da lui registrati durante le Visite pastorali ad alcune comunità del Castanese.

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