festa di san Mattia At 1,15-26; Sal 112(113); Ef 1,3-14; Mt 19,27-29 «Bisogna che tra coloro che ci furono compagni per tutto il tempo in cui il Signore Gesù ha vissuto in mezzo a noi… uno divenga, insieme a noi, testimone della sua risurrezione». (At 1,21.22b) Per celebrare la festa dell’apostolo Mattia, la liturgia ci offre il racconto lucano della sostituzione di Giuda nel gruppo dei Dodici. Bisogna che il posto lasciato da chi non ha risposto alla chiamata ricevuta venga preso da un altro, non per un problema pratico di ripartizione di compiti, ma perché così dice la Scrittura «… e il suo posto lo occupi un altro» (salmo 108,8). Leggendo e rileggendo insieme le Scritture, gli Undici hanno compreso che il tradimento di Giuda non era estraneo al progetto di Dio, non provocava il fallimento del disegno di salvezza, ma ne suscitava una realizzazione umanamente imprevista. Bisogna che la testimonianza della risurrezione non venga intimidita dalla coscienza del peccato. Bisogna che il testimone abbia seguito Gesù e imparato da lui insieme agli altri perché a una voce sola possano dire: «Quello che noi abbiamo udito, che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, che noi abbiamo contemplato e che le nostre mani hanno toccato … noi lo annunziamo a voi perché anche voi siate in comunione con noi» (1Gv 1,1-2). Preghiamo Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli, ti loderò in mezzo all’assemblea. (dal Salmo 21)  [da: La Parola ogni giorno – LA NOSTRA LETTERA SIETE VOI – Santità ministeriale – Pasqua 2011 – Centro Ambrosiano]

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