Gen 18,1-2a.16-33; Sal 27(28); Rm 4,16-25; Lc 13,23-39 Un tale gli chiese:”Signore, sono pochi quelli che si salvano?”. Disse loro:”Sforzatevi di entrare per la porta stretta…” (Lc 13,23-24) “Voi non so di dove siete!”. Parole terribili per le nostre orecchie. Siamo stati battezzati, allevati nel timore di Dio, mai saltata una messa, confessione regolare, dato il giusto all’offertorio, ascoltato quasi sempre con interesse le prediche…Abbiamo sempre avuto una certa compassione per “quelli di fuori” che, poverini, non erano in una situazione proprio regolare davanti a Dio. Al punto che ci chiedavamo:”Chissà se anche qualcuno di loro si salverà?!”. Già, noi sapppiamo tutto di Dio. Ma cosa lasciamo che lui sappia di noi? Che sentimenti abbiamo a sentire il suo sguardo su di noi? Qualcosa fuori posto? Diffidenza? Nervosismo? A Gesù sembra non interessare quello che noi supponiamo conoscere di lui. Gesù sembra chiederci:” Ma a te, interessa essere conosciuto da me?”. C’è una porta stretta dalla quale passare. Come quando siamo nati. C’è la ferita del costato di Cristo, porta stretta in cui, e da cui, contemplare tutti i misteri di Lui, nostro creatore, e di noi sue amate creature. Preghiamo Forza è il Signore per il suo popolo, rifugio di saolvezza per il suo consacrato. Salva il tuo popolo e benedici la tua eredità, sii loro pastore e sostegno per sempre. (dal salmo 27) [La Parola ogni giorno – Comunione inseparabile con il Signore. Luogo del nostro riposo – Settimane dopo Pentecoste 2010 – Centro Ambrosiano]

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