Novena di Natale  Ez 37, 1-14; Sal 88 (89); Os 11, 1-4; Mt 22, 15-22 «A queste parole rimasero meravigliati». (Mt 22, 22a) Di fronte alle nostre pretese di giustificazione, e ai nostri egoismi la Parola di Dio spiazza sempre se ci mettiamo in ascolto. La pretesa dei farisei di incastrare Gesù e di cercare di coglierlo in fallo è anche a volta la nostra pretesa di portare la fede a servire i nostri interessi. Nelle nostre comunità vediamo talvolta delle tensioni scaturite dalla voglia di fare prevalere le nostre ragioni piuttosto che cercare la presenza del Signore in mezzo a noi. Come dice l’Arcivescovo, la comunione deve essere molto concreta: “ci si sente controparte o non invece tutti dediti con passione e generosità alla vita e alla crescita della comunità? Esiste una stima reciproca autentica e costante, nella diversità di caratteri, sensibilità, accentuazioni?” (Omelia Messa Crismale 08). Solo riconoscendo nell’altro il volto del Signore saremo in grado di comprendere se ci mettiamo nei panni di chi cerca di coglierlo in fallo oppure di chi sceglie di stare con lui. Preghiamo Beato il popolo che ti sa acclamare: camminerà, Signore, alla luce del tuo volto; esulta tutto il giorno nel tuo nome, si esalta nella tua giustizia. Perché tu sei lo splendore della sua forza e con il tuo favore innalzi la nostra fronte. Perché del Signore è il nostro scudo, il nostro re, del Santo d’Israele. (dal Sal 89)

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