Novena di Natale IV feria prenatalizia “dell’Accolto” Rut 2,19-3, 4a; Sal 17 (18); Est 7,1-6; 8,1-2; Lc 1,57-66 «Giovanni è il suo nome. Tutti furono meravigliati». (Lc 1,63) Oggi il brano di Vangelo ci presenta la questione del nome da dare al bambino. Il nome indica la natura della persona, la sua missione, il suo valore unico e irripetibile. Giovanni significa “Dio fa grazia”; significa dono, grazia, amore di Dio. Nel nome c’è tutto il programma che è chiamato a realizzare. Esso indica che Dio sta per dare una prova inaudita della sua misericordia verso gli uomini. L’uso ebraico di imporre al neonato il nome del genitore o di un antenato voleva indicare la continuità con il passato. Qui viene interrotto perché questo bambino ha un cammino proprio da percorrere indipendentemente dalla parentela o discendenza carnale, la sua vocazione e missione è quella di “preparare la strada” al Signore e la mano di Dio porta avanti la sua crescita per prepararlo convenientemente ai suoi compiti futuri. Proviamo, allora, a trovare uno spazio di silenzio nella nostra giornata per chiedere a Dio quale cammino ci chiede di compiere e impegniamoci a togliere la durezza e l’incapacità a comprendere i suoi progetti. Preghiamo Perché tu salvi il popolo dei poveri, ma abbassi gli occhi dei superbi. Signore, tu dai luce alla mia lampada, il mio Dio rischiara le mie tenebre. (dal Sal 17) [da: La Parola ogni giorno – Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste – Santità evangelica – Avvento e Natale 2010 – Centro Ambrosiano]

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