At 2,29-41; Sal 117(118); Gv 3, 1-7   «In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio». (Gv 3, 5) E’ la risposta di Gesù alla domanda implicita di Nicodemo, che vedendo i segni che Gesù faceva, riconosce in lui un maestro inviato da Dio; domanda che potrebbe suonare come quella del giovane ricco: «Maestro, cosa devo fare di buono per avere la vita eterna? » (Mt 19,16). Duplice è la risposta: «Se uno non nasce (o meglio, è generato, al passivo, ad evocare l’azione di Dio che genera) dall’alto, non può vedere il regno di Dio», e «Se uno non nasce (idem) da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio». Alto, acqua, Spi rito, parole illuminate da altre parole: «Riverserò su voi (dall’alto) un’acqua pura… Metterò il mio Spirito dentro di voi» (Ez 36,25-27) e «lo Spirito di Dio aleggia va sulle acque» (Gen 1,2). Parole che si riferiscono al pri mo prorompere e diffondersi della vita e alla nuova crea zione annunciata dai profeti e offerta definitivamente da Gesù nel dono dello Spirito. Chi lo accoglie e crede nel suo nome è generato da Dio e ha il potere di diventare suo figlio, di partecipare della sua stessa vita (Gv 1,12-13). Preghiamo E’ in te la sorgente della vita, alla tua luce vediamo la luce. (dal Salmo 35) [da: La Parola ogni giorno – LA NOSTRA LETTERA SIETE VOI – Santità ministeriale – Pasqua 2011 – Centro Ambrosiano]

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