Gs 11,15-23; Sal 27; Lc 9,37-45 Mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, disse ai suoi discepoli: “Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini”. Essi però non capivano queste parole. (Lc 9,40.42b-.43b-45) Colpisce la determinazione di Gesù: constata le lentezze dei suoi, le incapacità, ma non per questo esita a tenerli con sé, a continuare ad istruirli, guidarli, associarli alla sua missione. Quando il Signore ci chiama e ci affida un compito, la sua fedeltà nei nostri confronti è certa; la sua alleanza e la sua amicizia sono irrevocabili. Questo deve sostenere la nostra fiducia, il coraggio, la perseveranza. E non temiamo di interrogarlo quando facciamo fatica a stargli dietro, a capire. Attraverso la preghiera confidente, la meditazione della sua Parola, l’apertura del cuore con chi è suo autorevole interprete impareremo a conoscerlo, a penetrare la sua volontà su di noi, a scoprire quanto realmente Lui sia la vita della nostra vita. Preghiamo col Salmo Sia benedetto il Signore, che ha dato ascolto alla voce della mia supplica.

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