At 17,16-34; Sal 102(103); Gv 12,44-50 «… Perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre». (Gv 12, 46) La Parola di Gesù è una luce che ha il potere di non farci rimanere nelle tenebre. La luce splende nelle tenebre. Le tenebre non sono solo il destino da scongiurare, sono il punto di partenza. L’inferno esiste, già da questa terra, ci siamo dentro! Gesù lo sa. È venuto per salvare, non per condannare. L’uomo “religioso” ha sempre la tentazione e presunzione di poter trattare con Dio, quasi si fosse alla pari. Proprio per questo nel Vangelo Gesù è più facilmente accolto dai disgraziati che dai “religiosi” (farisei, scribi, sadducei, sacerdoti: Mt 11,25-30). Chi ha fame e sete sa ricevere il cibo e l’acqua con gratitudine; chi è sazio dirà di non aver bisogno dell’elemosina di nessuno. Chi dice: “ho bisogno” è aperto alla Grazia e alla luce. Chi è “in pari con Dio” non si fiderà mai per farsi prendere per mano, unico modo per essere salvato (Mt 14,31). Non si tratta di convincere il Signore a non mandarci all’inferno, bensì dobbiamo permettergli di strapparci da esso. Preghiamo Perché quanto il cielo è alto sulla terra, così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono; quanto dista l’oriente dall’occidente, così egli allontana da noi le nostre colpe. (dal salmo 102) [da: La Parola ogni giorno – LA NOSTRA LETTERA SIETE VOI – Santità ministeriale – Pasqua 2011 – Centro Ambrosiano]

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