Gen 14,11-20a; Sal 118(119),41-48; Pr 6,16-19; Mt 5,38-48 “Avete inteso che fu detto:”Occhio per occhio e dente per dente”. Ma il vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo tu porgigli l’altra guancia. Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano. (Mt.5,38-39.44) Gesù è venuto a perfezionare anche la legge così detta del taglione:il male ricevuto va restituito, pari, pari e giustizia è fatta. No, ci dice Gesù, voi dovete essere ancora più magnanimi, la vostra giustizia deve consistere nel ricambiare il male avuto, con il bene. Non solo quindi non si deve rispondere al male col male, ma dobbiamo rispondere raddoppiando la bontà, la pazienza e la comprensione. Anzi, dobbiamo spingerci ancora più in là, sino ad amare. Arrivare a dire a chi ci fa del male, io ti amo, per te sono disposto a morire. E’ la specificità del cristianesimo, l’amore che perdona le offese ed abbraccia il nemico che diventa amico. Arrivare a questo non è nelle capacità della natura umana, è dono della grazia divina chiesta e ottenuta con insistente preghiera. Preghiera in cui ricordiamo e affidiamo al Signore anche chi ci fa soffrire. Preghiamo La tua bontà, Signore, sia con i buoni. Egli non lascerà pesare lo scettro degli empi sul possesso dei giusti, perché i giusti non stendano le mani a compiere il male. dal Salmo 124(125)

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