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Letture Rito Ambrosiano

Ct 5,6b-8; Sal 17; Fil 3,17-4,1; Gv 15,9-11

18 Maggio 2010

Martedi 18 maggio 2010 LETTURA Lettura del Cantico dei Cantici 5, 6b-8 L’amato mio se n’era andato, era scomparso. / Io venni meno, per la sua scomparsa; / l’ho cercato, ma non l’ho trovato, / l’ho chiamato, ma non mi ha risposto. / Mi hanno incontrata le guardie che fanno la ronda in città; / mi hanno percossa, mi hanno ferita, / mi hanno tolto il mantello / le guardie delle mura. / Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme, / se trovate l’amato mio / che cosa gli racconterete? / Che sono malata d’amore! SALMO Sal 17 (18) ® Ti amo, Signore, mio Dio. oppure ® Alleluia, alleluia, alleluia. Ti amo, Signore, mia forza, Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore, mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio; mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo. ® Infatti, chi è Dio, se non il Signore? O chi è roccia, se non il nostro Dio? Il Dio che mi ha cinto di vigore e ha reso integro il mio cammino. ® Per questo, Signore, ti loderò tra le genti e canterò inni al tuo nome. Egli concede al suo re grandi vittorie, si mostra fedele al suo consacrato, a Davide e alla sua discendenza per sempre. ® EPISTOLA Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi 3, 17 – 4, 1 Fratelli, fatevi insieme miei imitatori e guardate quelli che si comportano secondo l’esempio che avete in noi. Perché molti – ve l’ho già detto più volte e ora, con le lacrime agli occhi, ve lo ripeto – si comportano da nemici della croce di Cristo. La loro sorte finale sarà la perdizione, il ventre è il loro dio. Si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi e non pensano che alle cose della terra. La nostra cittadinanza infatti è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che egli ha di sottomettere a sé tutte le cose. Perciò, fratelli miei carissimi e tanto desiderati, mia gioia e mia corona, rimanete in questo modo saldi nel Signore, carissimi! VANGELO Lettura del Vangelo secondo Giovanni 15, 9-11 In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».