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Storia

Don Luisito, nel suo romanzo un affresco del Novecento

Torna in libreria per Edizioni Ares il capolavoro del prete operaio, «La messa dell’uomo disarmato». Presentazione in anteprima il 28 aprile al Teatro degli Angeli

22 Aprile 2026
don luisito bianchi

Torna in libreria un grande affresco della memoria e della coscienza civile del Novecento: La messa dell’uomo disarmato di don Luisito Bianchi, riproposto da Edizioni Ares in una nuova edizione (864 pagine, 25 euro). La presentazione in anteprima si svolgerà con un reading teatrale di Daniela Cristofori e Giacomo Poretti e gli interventi dello scrittore Luca Doninelli e Alessandro Rivali, direttore editoriale delle Edizioni Ares. L’appuntamento è per martedì 28 aprile alle 18.30 al Teatro degli Angeli (via P. Colletta 21, Milano), una recente realtà milanese del Teatro de gli Incamminati: uno spazio di 150 posti dedicato alla ricerca e ai giovani, che affianca il Teatro Oscar con spettacoli, laboratori e progetti speciali, nel segno dell’eredità di Giovanni Testori.

Pubblicato per la prima volta nel 1989, La messa dell’uomo disarmato è un romanzo corale che, per forza evocativa e qualità della scrittura, si inserisce nella tradizione più alta del romanzo storico italiano, accanto a Manzoni, Bacchelli, Fenoglio ed Eugenio Corti. Ambientato nella pianura padana segnata dalla Seconda guerra mondiale, segue la voce limpida di Franco, giovane novizio che lascia l’abbazia e si trova immerso nei drammi seguiti all’armistizio dell’8 settembre 1943. Il libro ebbe una prima diffusione quasi clandestina, «di amicizia in amicizia», tra il 1989 e il 1995, prima di approdare all’editoria nel 2002. Insieme memoria lirica di un mondo rurale scomparso e racconto epico di una comunità che resiste, nella convinzione che la pietà possa sopravvivere anche nelle tenebre della storia.

Sacerdote cremonese, nato nel 1927 e morto nel 2012, don Luisito Bianchi visse in prima persona gli anni della guerra e della Resistenza. Ordinato nel 1950, laureato in Scienze politiche, fu anche operaio, benzinaio e cappellano, intrecciando sempre vita e scrittura. La nuova edizione si inserisce nel lavoro di valorizzazione promosso dalla Fondazione Dominato Leonense ETS con Cassa Padana BCC e dal Comitato Fondo Don Luisito Bianchi.