Mi è capitato di incontrare lo sciocco.
Lo sciocco domanda: “Vorrei essere felice. Dove si compra la felicità?”. Gli ho risposto: “Ma tu sei sciocco! La felicità non si compra. Non è una cosa che vendono al mercato, non è una cosa da mangiare. È un dono che si riceve. È un miracolo di Dio”.
Avrei voluto rendere saggio lo sciocco, ma il diavolo, il tentatore, che origliava le nostre confidenze, intervenne e disse: “Vuoi essere felice? Benissimo! Vieni da me, che io conosco la ricetta della felicità. Vieni, le pietre diventano pane, il giardino diventa un frutteto, gli animali diventano bistecche: mangia, bevi, godi la vita e tutti i piaceri che offre! Ecco la felicità!”.
Lo sciocco, dal momento che era sciocco, si lasciò convincere. Mangiava, beveva, si godeva i piaceri della vita, ma – per essere sinceri – io non l’ho mai visto felice. E poiché era infelice, mangiava di più, beveva troppo, non si lasciava sfuggire nessuna occasione di piacere.
E io ho capito che non di solo pane vivrà l’uomo.
Mi è capitato di incontrare l’arrogante.
L’arrogante pretende: “Sono venuto al mondo per essere felice. Ho diritto ad essere felice. Avanti, portatemi la felicità, datevi da fare, lavorate duro. Io ho diritto. Io pretendo”. Gli dico: “Noi sei tu il padrone del mondo! gli altri non sono al tuo servizio. Non è con la pretesa di essere servito che si sperimenta la felicità, ma piuttosto con la disponibilità a servire, con il prendersi cura della gioia degli altri si può forse sperimentare la gioia”.
Avrei voluto convincere l’arrogante a essere umile e servizievole, ma il diavolo, il tentatore, che spiava la nostra discussione, intervenne e disse: “Vuoi essere felice? Bene! Vieni, ti mostrerò tutti i regni del mondo e la loro gloria, e sarà tutto tuo. Basta che mi vendi l’anima e tutto sarà tuo!”.
L’arrogante, dal momento che era arrogante, non ci pensò due volte: fece l’affare con il diavolo. Era potente, era ricco, era temuto da tutti: ma io non l’ho mai visto felice. E poiché era infelice diventava sempre più arrogante finché divenne insopportabile e precipitò in una solitudine disperata.
Mi è capitato di incontrare l’uomo grigio.
L’uomo grigio aveva pensieri grigi e parole grige. Diceva: “Non c’è niente di bello nella vita. Siamo al mondo per morire e tutto è niente. La felicità è una parola che sta bene nelle favole e nelle canzonette, ma nella vita non esiste”. Io gli dico: “Non accogliere invano la grazia di Dio. Ho una parola da dirti: Dio conosce il segreto della gioia e vuole condividerlo con te. Ti supplico, lasciati riconciliare con Dio”.
Avrei voluto convincere l’uomo grigio ad aprirsi alla speranza, ad accogliere il dono di Dio. Ma il diavolo, il tentatore, che ama il grigiore e l’infelicità, si mise di mezzo e disse: “Non fidarti di Dio: se ti dà qualche cosa, certo pretenderà qualche cosa d’altro. È meglio essere grigi che dover essere grati; è meglio essere disperati, che dovere la propria speranza ad una promessa sospetta da parte di Dio”.
L’uomo grigio, dal momento che era grigio, si lasciò immergere nel grigiore: ogni bellezza si coprì di polvere, ogni buona notizia fu zittita dal chiasso del male, ogni rapporto d’amore fu inquinato dal malumore.
Come vedete non sono molto fortunato negli incontri. Mentre ero scoraggiato per il fallimento della missione che mi era stata affidata di annunciare la parola della riconciliazione, non so da dove, non so come sono stato come trafitto dalla gioia. Non so come, non so da dove, mi raggiunse la promessa: «Queste cose vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena» (Gv 15,11). Perciò continuo a percorrere le strade del mondo e a supplicare: «Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio».
E vorrei proporre anche a voi di percorrere la terra e di condividere con quelli che incontrate il segreto della felicità. Se incontrate uno sciocco, non serviranno i discorsi: provate a invitarlo al silenzio e al digiuno. «Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio». Se incontrate un arrogante, non serviranno i rimproveri: provate a testimoniare la gioia di servire. Se incontrate l’uomo grigio, non serviranno le esortazioni: provate a regalargli la sincerità dell’amicizia e lo splendore della gloria di Dio.
Così questo potrebbe essere il programma di Quaresima: il silenzio, il servizio, l’amicizia.

