Il «Tour dei valori dello sport» è un’iniziativa ispirata alle Lettere dell’Arcivescovo sui valori di Excellence, Friendship e Respect. Un’opportunità per oltre 10mila ragazzi che in questo periodo potranno, tra le varie attività proposte, incontrare personalità che rappresentano l’eccellenza dello sport lombardo e nazionale, sia olimpico che paralimpico.
La prima personalità sportiva a esprimere ai ragazzi il valore dell’Excellence è stata Giordano Bortolani, atleta classe 2000, di ruolo guardia, della Acqua S.Bernardo Pallacanestro Cantù. Si tratta di una delle società di pallacanestro più importanti del nostro Paese, che dalla fondazione nel 1936 ad oggi ha scritto pagine memorabili della storia di questo sport, puntando sul valorizzare la propria comunità, intesa sia come squadra che come pubblico di appassionati. Un valore ben spiegato da Bortolani: «Nello sport è importantissimo avere un bel gruppo. Molte volte quando le società, i direttori sportivi, gli allenatori non riescono a formare un gruppo che sia unito, poi i risultati faticano ad arrivare. La maggior parte delle volte è difficile arrivare a dei risultati importanti se non si ha un gruppo coeso che lavora insieme».

I valori della fraternità, della condivisione, dell’espressione autentica di sé sono alla base dell’Excellence, come intesa dall’Arcivescovo nella sua lettera ed è possibile ritrovarli tutte nelle parole di Bortolani: «È importante che ogni persona, ogni giocatore abbia un bel rapporto e si esprima al meglio con ogni suo compagno». Un giocatore che, nel corso della sua carriera, ha dimostrato che per eccellere, bisogna crescere con il tempo sia per sé stessi che per la propria squadra. Infatti, dopo essere entrato nel settore giovanile dell’Olimpia Milano all’età di 11 anni, ha passato una lunga gavetta in prestito ad altre squadre, in cui ha potuto crescere sia dal punto di vista umano che sportivo, ottenendo poi il risultato tanto atteso, diventare campione d’Italia proprio con l’Olimpia nella stagione 2023-2024.
La spinta all’eccellenza vuol dire però spingersi sempre oltre i propri limiti, per questo Bortolani ha voluto intraprendere una nuova avventura la scorsa estate, passando a Cantù. Le vittorie, le sconfitte, i punti, le statistiche passano quindi in secondo piano, quando l’unico vero obiettivo è avere la consapevolezza di intraprendere il giusto cammino, sempre guidati dai valori: «Ovviamente tutti vogliamo vincere, tutti cerchiamo di eccellere, ma bisogna accettare le sconfitte. Quello che può trasparire un po’ a livello sportivo è che le società magari molte volte, se non si vince ovviamente non sono contente. Però io personalmente penso che sia importante vincere, ma lo è ancora di più essere contento di quello che si fa, del proprio percorso. La mia vera vittoria è stata poter raggiungere il mio sogno da bambino, quello di diventare un giocatore di basket professionista».
Bortolani è stato ritenuto fin dai giovanissimi uno dei giocatori più talentuosi nel suo ruolo, quello di guardia, e con il tempo è diventato protagonista al massimo livello, affermandosi come un riferimento per la sua efficacia nel tiro da tre punti. Si può eccellere restando umili e rimanendo ancorati alle solide basi valoriali dell’infanzia, come ha sottolineato ai tanti bambini presenti: «Lo insegnano gli allenatori fin da piccoli e a me è stata una delle prime cose che mi hanno insegnato: quello che succede in campo resta in campo. Quindi nello sport il rispetto è alla base di tutto. Ovviamente si vince e si perde, però non deve mai mancare assolutamente il rispetto, soprattutto nel momento in cui si perde o si è in una giornata storta». Excellence, Friendship e Respect appunto, spiegati da un’eccellenza sportiva che li incarna tutti.



