Il poeta Guido Oldani (Melegnano, 1947) riceverà il Premio Montale mercoledì 2 aprile alle ore 17 in Università Cattolica Milano (Sala Negri da Oleggio). Interverranno Adriana Beverini, presidente del Premio Montale, Giovanni Gazzaneo, presidente della Fondazione Crocevia. Laura Bosio, scrittrice, Pierangelo Dacrema, economista, Università Della Calabria, Fiorenza Mursia, editore, Tiziano Rossi, poeta, Francesco Sberlati, italianista, Università Bologna, Pier Antonio Varesi, giurista, Università Cattolica Milano.
Un’occasione per celebrare e ricordare i cinquant’anni del Premio Nobel a Eugenio Montale (10 dicembre 1975) e riflettere sull’opera poetica di Guido Oldani, fondatore del Realismo Terminale, movimento letterario e artistico internazionale. Il movimento è aperto alle varie forme espressive (arti visive e plastiche, musica, teatro, danza) e ambisce essere la rappresentazione critica e ironica della civiltà globalizzata degli anni Duemila, interpretando e descrivendo quegli aspetti del divenire storico-sociale che maggiormente caratterizzano il nostro tempo. Il Realismo Terminale nasce dall’osservazione, e dall’espressione in chiave poetica, di alcuni fatti macroscopici che si stanno verificando su scala mondiale e delle trasformazioni antropologiche che stanno generando in Occidente e nelle società più avanzate del mondo.
Dice Guido Oldani: «La poesia è il telescopio con cui la cecità del mondo può cercare e tentare di scrutare l’universo. Ma è anche il microscopio per intenderne la più minuta elementarità […] Credo che il desiderio di essere poeta sia nato intorno ai quattordici anni, leggendo Giuseppe Ungaretti e Cesare Pavese, e subito dopo Clemente Rebora. Questa collocazione espressiva si è poi ingigantita, nella convinzione che qualunque professione rispettosamente prendessi in esame avesse sempre un’insufficienza da colmare. La mia scelta è un po’ la somma di tante credute insufficienze. Oggi più mi avvicino allo zero, alla puntiformità del vivere e più percepisco la vastità dell’incontro con l’esistenza». (da un’intervista inedita con Giovanni Gazzaneo)




















