Nel mese di gennaio, tradizionalmente dedicato alla riflessione sulla pace, i giovani meditano la settima Beatitudine, sollecitati dal messaggio di Papa Francesco per la XLIX Giornata Mondiale della pace.


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«Lo vide e passò oltre» (cfr. Lc 10,31.32). Nella parabola del buon samaritano Gesù denuncia l’omissione di aiuto dinanzi all’urgente necessità, ma nello stesso tempo, mediante questo esempio, invita i suoi uditori, e in particolare i suoi discepoli, a imparare a fermarsi davanti alle sofferenze di questo mondo per alleviarle.

L’indifferenza, infatti, – afferma papa Francesco nel Messaggio per la XLIX Giornata Mondiale per la pace cerca spesso pretesti. Certo è che l’atteggiamento dell’indifferente, di chi chiude il cuore per non prendere in considerazione gli altri, di chi chiude gli occhi per non vedere ciò che lo circonda o si scansa per non essere toccato dai problemi altrui, caratterizza una tipologia umana piuttosto diffusa e presente in ogni epoca della storia. Tuttavia, ai nostri giorni esso ha superato decisamente l’ambito individuale per assumere una dimensione globale e produrre il fenomeno della globalizzazione dell’indifferenza.

Proprio l’idea di pace che molte volte abbiamo coincide con lo “starsene in pace”, con l’indifferenza, con la tranquillità.  È interessante notare, invece, che solo la beatitudine collegata alla pace e quella dei misericordiosi non descrivono una situazione del beato (essere poveri, puri di cuore, affamati…), ma un fare: operatori di pace, appunto.

Dunque, la pace non è solo la condizione di tranquillità, di assenza di guerra, di ordine e diritto, da cui scaturisce il benessere. Essa, riprendendo il termine ebraico “shālōm” presente nell’Antico Testamento, esprime la prosperità che viene da Dio, abbraccia tutto quello che è dato da Dio, su qualunque piano, e si avvicina al concetto di salvezza.

Intuiamo che essere operatori di pace rende collaboratori di Dio nel suo disegno di salvezza per tutti gli uomini, ecco perché tali operatori saranno chiamati “figli di Dio”.

Anche il papa, nel suo messaggio, richiama che la prima indifferenza è quella nei confronti di Dio: La prima forma di indifferenza nella società umana è quella verso Dio, dalla quale scaturisce anche l’indifferenza verso il prossimo e verso il creato. È questo uno dei gravi effetti di un umanesimo falso e del materialismo pratico, combinati con un pensiero relativistico e nichilistico. L’uomo pensa di essere l’autore di sé stesso, della propria vita e della società; egli si sente autosufficiente e mira non solo a sostituirsi a Dio, ma a farne completamente a meno; di conseguenza, pensa di non dovere niente a nessuno, eccetto che a sé stesso, e pretende di avere solo diritti.

Nel mese di gennaio, tradizionalmente legato alla riflessione sulla pace, nell’arco del cammino biennale dei giovani sulle Beatitudini, ci sembra opportuno fermare la meditazione sulla settima beatitudine. Perciò offriamo, oltre al ricco materiale di approfondimento scaricabile nel file allegato, tre video per accompagnare gli incontri dei gruppi giovanili: un primo video con provocazioni e riflessioni realizzato dal gruppo giovanile di Cesano Maderno che si è incontrato nella sala consiliare del comune; un secondo video affidato al biblista don Matteo Crimella; un terzo video che presenta alcune testimonianze di “operatori di pace”.

Giovani a confronto: gruppo giovani di Cesano Maderno

Catechesi biblica: don Matteo Crimella

Testimonianze: Operazione Colomba e Pax Christi

Materiale di approfondimento:

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