La cattedrale ha sempre superato i secoli fondendo la tutela del passato con la continua evoluzione delle tecniche. In Duomo "salvaguardia" fa quindi rima con "avanguardia", nonostante questa sia talvolta per la Veneranda Fabbrica e i suoi uomini una sfida enorme dal punto di vista economico e gestionale

di Carolina Lucaccioni
architetto

Lungo i sei secoli che il Duomo ha attraversato, superando le vicissitudini del tempo, dell’uomo e della storia, i lavori di manutenzione intrapresi sulla grande Cattedrale non possono essere ricondotti, per la loro molteplicità, a singole iniziative, ma sono da considerarsi come parte di una vasta attività che caratterizza il volgere degli anni nei quali si sviluppano. In un’epoca quale quella contemporanea, essere un tecnico impegnato nella manutenzione del Duomo rappresenta una sfida che non solo si confronta con una complessità architettonica, ma impone una visione più ampia.
Misurandosi quotidianamente con il Monumento, questa sfida diventa facilmente comprensibile: il Duomo ha sempre superato i secoli fondendo la tutela del suo passato con la continua avanguardia delle tecniche. In questa fusione si racchiude il senso di un edificio che rimane sempre contemporaneo a se stesso, esattamente come deve essere un tecnico oggi, aggiornandosi e adattandosi allo sviluppo tecnologico che il progresso impone, senza tuttavia dimenticare le nozioni e le tradizioni apprese dai maestri del passato.
In Duomo, quindi, salvaguardia fa rima con avanguardia, nonostante questa sia talvolta per la Veneranda Fabbrica e i suoi uomini una sfida enorme dal punto di vista economico e gestionale.
Tra i cantieri attualmente avviati, ve ne sono alcuni che, nei prossimi mesi, diventeranno importanti casi di studio per tecnici e ricercatori in Italia e all’estero, poiché rappresentano al meglio la sintesi tra la ricerca tecnologica e la volontà di protezione, che accompagnano oggi tutti gli interventi sul Monumento. Ad esempio, nel segno dell’importante accordo di collaborazione sottoscritto nel 2015, il Politecnico di Milano sta proseguendo gli studi sugli effetti dell’intensa sollecitazione dinamica indotta sulle vetrate dalle manifestazioni in Piazza del Duomo, che da sempre hanno preoccupato la Fabbrica. Si sta definendo la correlazione fra pressione sonora e risposta dei materiali, utilizzando provini di vetro recuperati tra i reperti delle vetrate ottocentesche conservate presso il Cantiere del Duomo.
La Fabbrica sta dunque studiando con attenzione tale fenomeno, seguito con interesse anche dalle altre cattedrali europee, investendo significative risorse. Lo scopo è quello di chiarire definitivamente se lo svolgersi di grandi eventi in piazza costituisca una possibile minaccia per il Monumento, al fine di richiedere eventualmente una limitazione di questi ultimi e il trasferimento in luoghi più idonei. Anche il rifacimento globale dell’impianto elettrico in corso rappresenta un esempio di come la tecnologia più avanzata possa sposarsi con il Duomo. L’impianto rinnova completamente lo “scheletro” dell’edificio, riduce le dispersioni e si attesta su cavi di fattura modernissima, che consentono di ottimizzare le linee di stesura e l’estetica delle zone a vista, adattandosi perfettamente a qualsiasi modanatura del marmo e rispondendo a molte delle caratteristiche domotiche presenti nelle strutture di nuova costruzione. Infine, il nuovo impianto di sicurezza rappresenta un cantiere che sintetizza salvaguardia e avanguardia, impiegando telecamere e sensori di ultima generazione per riconoscere eventuali allarmi e proteggere ancor meglio la Cattedrale, cui ogni giorno accedono migliaia di fedeli e visitatori. Il Duomo rimane così «un simbolo dai significati molteplici: una convergenza visibile di spirito e di spazi, di fede e di “arte”, di semplicità e di cultura […], di novità e di storia» (Inos Biffi), protetto e tutelato dall’instancabile attività della Veneranda Fabbrica.

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