È quella organizzata nell'ambito del Festival MITO. Alle 15, nella chiesa di Giorgio al Palazzo con la Cappella Musicale del Duomo e il saluto dell'Arciprete. Segue, alle 18, una lectio in Arcivescovado e, alle 21, grande concerto conclusivo in Duomo con l'esecuzione in prima assoluta con l'opera vincitrice del Primo Concorso internazionale di Musica sacra. A tutti gli eventi l'ingresso è gratuito

Costantino 313

Per la celebrazione dei 1700 anni dell’Editto di Milano, che abolì nel 313 d. C. ogni discriminazione religiosa e fu una delle cause di un grande sviluppo della musica legata alla liturgia, il Festival MITO ha messo in programma una intera giornata dedicata alla musica sacra e allo studio. Tutti gli eventi sono a partecipazione gratuita.

La prima parte della giornata, alle ore 15, con l’esecuzione delle musiche dall’archivio privato e della Veneranda Fabbrica del Duomo e della sua Cappella Musicale, si svolge nella chiesa di San Giorgio al Palazzo, che è attigua ai resti del Palazzo Imperiale dove fu redatto l’Editto di Milano. Il concerto è preceduto dal saluto di Gianantonio Borgonuovo, Arciprete del Duomo di Milano.

Segue alle ore 18 nel Cortile del Arcivescovado, una lectio di Giorgio Bonamente , Ordinario di Storia Romana all’Università di Perugia, che parla dell’Editto di Milano nel quadro della politica religiosa di Costantino il Grande.

La giornata culmina in un grande concerto nel Duomo di Milano, alle ore 21, durante il quale verrà eseguito in prima esecuzione assoluta il brano vincitore del Primo Concorso Internazionale di Composizione di Musica Sacra, organizzato dal Festival in collaborazione con la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano e con Casa Ricordi.

La partitura vincitrice, il Magnificato per soli, coro, coro di voci bianche e orchestra del giovane compositore Leonardo Schiavo, 30 anni, di Montecchio Maggiore (VI) è stata scelta da una giuria internazionale tra  oltre 60 partiture arrivate da tutto il mondo. Leonardo Schiavo ha scelto di mettere in musica il testo del Magnificat per la grande gioia contenuta: «Nei suoi versi Maria si abbandona fiduciosa alla bontà di Dio e alla vera letizia che questa procura. Così facendo ella “magnifica” allo stesso tempo il Signore, se stessa e Elisabetta che le sta innanzi», spiega Schiavo. «Il brano si sviluppa a livello formale come una sorta di cammino narrativo che parte da un’idea di gioia personale per giungere ad un’idea di gioia collettiva. Dal punto di vista sonoro ho cercato di comporre una musica che tentasse di giocare con impasti timbrici e orchestrali luminosi, alle volte sfolgoranti, creando delle folate di suono che colorano la linearità del discorso musicale»

Nella secondo parte del concerto le Variazioni corali su “Vom Himmel hoch da komm ich her” di Johann Sebastian Bachdi Igor Stravinsky e le Vesperae solemnes de confessore K. 339 di Wolfgang Amadeus Mozart.

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