«Spero di aver messo dentro il cuore tanta voglia di ricevere lo Spirito Santo», scrive Alessandro al termine del Cammino dei 100 giorni e in attesa dell’incontro dell’1 giugno a San Siro con l’Arcivescovo

Benedetto XVI e Scola_San Siro

Sono Alessandro della parrocchia dei Ss. Giuseppe e Antonio Maria Zaccaria di Bareggia di Lissone e con i miei amici mi sono messo in viaggio verso la Cresima! Abbiamo fatto il Cammino dei 100 giorni: è stato coinvolgente e non banale. Per tutto il tempo ho cercato di cogliere il senso delle testimonianze, che hanno suscitato in me curiosità, gioia e mi hanno fatto anche riflettere.

Sono state tantissime le tappe di questo “giro del mondo”! Certo, all’inizio non ero tanto convinto: dovevo svegliarmi presto anche la domenica, come nei giorni di scuola…! Oltre al catechismo settimanale, ho partecipato ai 100 giorni organizzati quasi tutte le domeniche (e due sabati: al Battistero di Oggiono per il rinnovo delle promesse battesimali, e alla Via Lucis di Eupilio).

La prima domenica i catechisti erano vestiti con i costumi dei diversi Paesi, hanno trovato un baule con dentro il diario, le scarpe, la mappa, la bussola… Mi domandavo: ma che cosa stanno combinando? Alla fine però mi è piaciuto fare questo viaggio. Spero di aver messo dentro il cuore tanta voglia di ricevere lo Spirito Santo. Ma so che devo usare anche la testa per scegliere di essere libero, come ha detto il Don negli incontri avuti con lui.

In questo periodo ho provato gioia e serenità, grazie alle testimonianze di persone generose e al coinvolgimento di molti miei amici. Sì, è stato bello e divertente: il Cammino mi ha aiutato ad approfondire la conoscenza riguardo alla presenza di Gesù nella vita di noi ragazzi, delle coppie, delle famiglie, della comunità. È stato emozionante sentir parlare le persone che raccontavano le loro esperienze vissute nel nome di Gesù; in particolar modo mi sono emozionato, in una delle ultime tappe, vedendo il filmato sulla missionarietà presentato da Federico di Vedano e Tecla di Brugherio. Ci hanno parlato della loro esperienza in Bosnia e Croazia, dove sono andati ad aiutare i bambini che, a causa della guerra, hanno subito delle disabilità.

E sabato 1 giugno andrò a San Siro! Sono “carico”: mi aspetto una festa, mi aspetto di vedere tanta gente e poi sono contento di essere lì… sul campo di calcio della mia squadra, ma per giocare una partita più bella, la mia, e non da solo! Ci saranno persone che mi diranno come diventare testimone di Gesù! Sono colmo di felicità, perché a San Siro vedrò l’Arcivescovo, il cardinale Angelo Scola, che è un portavoce della fede non solo da noi, ma nel mondo intero. I catechisti mi hanno detto che si canta, si balla, ci sono i figuranti (non so bene cosa faranno!). Beh, ci sarò anch’io!

Ciao Arcivescovo, mi vedi? Sono qui che ti saluto! Ciao!

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