Don Samuele Marelli: «L’oratorio è l’ambito specifico nel quale i ragazzi si eserciteranno a vivere le dimensioni degli affetti, del lavoro e del riposo»

di Mario PISCHETOLA

Don Samuele Marelli

Gli oratori sono ancora «ai nastri di partenza» per un nuovo anno oratoriano. Già in queste settimane è stata impostata la proposta «A tutto campo», grazie ai materiali messi a disposizione dalla Fom (Fondazione Oratori Milanesi). Il tema dell’anno traduce per i ragazzi l’iniziativa diocesana «Il campo è il mondo» chiedendo anche a loro di essere testimoni convinti del Vangelo negli ambiti della loro vita quotidiana. «Sono implicati così diversi luoghi in cui i più giovani sono coinvolti – spiega don Samuele Marelli, direttore della Fom – come la scuola, la casa, la palestra e il campo di gioco, ma anche la piazza e i luoghi della città da loro frequentati e, naturalmente, l’oratorio come “crocevia” per incontrare la comunità cristiana. Così anche i ragazzi si eserciteranno a vivere le dimensioni degli affetti, del lavoro e del riposo nel loro specifico, trovando in esse l’opportunità per incontrare il Signore Gesù».

L’iniziativa pastorale di quest’anno allarga dunque lo sguardo dell’oratorio impegnato ad «animare» tutta la variegata esperienza della vita quotidiana dei più giovani. «Gli oratori sono già preparati a prendersi cura della totalità della vita dei ragazzi – continua don Samuele Marelli – perché fondano la loro proposta educativa sulle relazioni e sulla cultura dell’accoglienza e dell’incontro. L’educazione in oratorio fa leva sul protagonismo giovanile e sulla valorizzazione della loro espressività e della loro capacità di “mettersi in gioco”». In questo compito sono impegnati gli educatori e gli animatori degli oratori che si sono già messi «in pista» con momenti formativi come «EduCare» e «OraMiLancio». «Quando si parla di educatori in oratorio – chiarisce don Marelli – ci si riferisce a diversi soggetti come i catechisti e le catechiste, gli educatori dei gruppi, gli animatori del cortile, i volontari dei laboratori e del doposcuola, gli allenatori e naturalmente i genitori, quando essi si inseriscono in modo propositivo nella vita dell’oratorio. Tutti questi sono chiamati a formare la “comunità educante”, alimentando forme di comunione, di dialogo e di condivisione e lasciando così che anche i più piccoli si scoprano parte di una comunità».

Gli educatori saranno chiamati anche a confrontarsi con un documento «chiave» che sta assumendo una risonanza sempre più rilevante: la nota della Cei sul valore e la missione degli oratori «Il laboratorio dei talenti». «È un testo pensato per la variegata esperienza degli oratori in Italia – commenta don Marelli – e alcuni temi, in esso trattato, sono ormai consolidati nella nostra tradizione ambrosiana. Ma converrà confrontarsi con esso per una verifica e un rilancio».

Proprio gli oratori ambrosiani quest’anno celebrano una tappa importante della loro storia: il centenario della Fom che troverà nell’assemblea degli oratori del prossimo novembre il momento centrale per uno sguardo sul passato ma soprattutto sul futuro.

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