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Un carisma per la Chiesa

Prima Sessione Pubblica Mons. Giussani, Milano, Basilica di Sant’Ambrogio - 9 maggio 2024

9 Maggio 2024

Come è affascinante un carisma nella Chiesa. Il fascino di un carisma è quel particolare fervore, quell’intensità non prima sperimentata di vedere risplendere nelle vicende ordinarie una scintilla della Gloria di Dio.

Come è affascinante un carisma. Le cose che si sono sempre sentite dire improvvisamente sembra che diventino una rivelazione.

Le pratiche abituali, assunte da un carisma, diventano entusiasmo e le persone sentono che quelle parole, quell’atteggiamento, quel modo di porsi interpretano la verità più profonda, svegliano dentro ciascuno come una nuova vita, una nuova semplicità, una nuova identificazione.

Come è affascinante un carisma. E voi che siete qui e tutti coloro che hanno incontrato il carisma di don Luigi devono – a quanto mi risulta – rendere grazie proprio per questo. Perché la Chiesa, nella sua verità antica, ha ricevuto questo nuovo splendore; perché il cammino personale, nella sua esperienza abituale, si è come svegliato a una gioia, a una gratitudine, a una capacità di affrontare la vita che ha qualcosa di meraviglioso.

Ecco che fascino ha il carisma. E perciò io voglio augurare a tutti coloro che hanno incontrato il carisma di don Giussani che, conservando proprio questa gratitudine e questa gioia, formino un cuor solo e un’anima sola.

Nella storia di un Movimento – un Movimento così numeroso, che ha preso dimora in tante esperienze di vita e in tanti luoghi della terra – può però spesso succedere che si presentino interpretazioni divergenti, che i rapporti tra le persone possano conoscere delle tensioni. Può succedere. Ma ora che la Chiesa si impegna a promuovere questa Fase del cammino di verifica per la beatificazione, mi pare sia il momento in cui tutti coloro che hanno riconosciuto in don Luigi un interprete originale e affascinante della vita cristiana debbano dirsi: «Va bene, adesso lasciamo perdere ciò che ci differenzia, che ci distanzia, che talvolta ci ha reso difficili i rapporti… lasciamo perdere, andiamo insieme, facciamo rivivere l’essenziale». Ecco, questa celebrazione, questo avvio del processo sia un invito a riconoscere la gioia di quanto il Signore ci ha dato tramite don Luigi.

È affascinante un carisma e può permetterci di andare oltre qualche visione parziale, qualche atteggiamento magari di incomprensione.

E come è nuovo un carisma! Il dono dello Spirito introduce nella Chiesa qualche cosa di cui il tempo ha bisogno. E tale novità si inserisce a volte nella storia di una Chiesa con una forza e un ardore che possono anche causare sconcerto, disagio intorno. Mentre coloro che seguono il carisma si sentono entusiasti (e qualche volta corrono il rischio di sentirsi i migliori), intorno si avverte invece una specie di disagio, come se provocasse un trambusto e potesse perfino creare contrapposizioni. Questo è avvenuto anche nella storia di Comunione e Liberazione, con tutto ciò che ha segnato il nostro tempo, e soprattutto la nostra Diocesi, la nostra terra: un carisma nuovo, un ardore appassionato, che naturalmente ha pure incontrato situazioni spigolose, atteggiamenti provocatori. Ora però, dando avvio a questo processo testimoniale, non vogliamo riepilogare gli elementi che hanno suscitato disagio o tensioni tra noi. Il fatto che la Chiesa – che io a nome della Chiesa – abbia deciso di avviare questo processo, attesta che si entra in una fase nuova, in cui la bellezza del carisma – sebbene non sempre corrisponda alle attese – può venire apprezzata; in cui anche i rapporti con gli altri diversi Movimenti, Associazioni, Istituzioni – sebbene abbiano comportato una fase di assestamento non priva di fatiche – possono essere intesi come una grazia ricevuta.

Vorrei augurare che, avviando questo processo, gli aderenti a Comunione e Liberazione e a ogni altra forma in cui questo carisma si è fatto storia, si sentano tutti uniti; e che l’intera nostra Chiesa si senta convocata a rendere grazie al Signore del bene che si è realizzato, superando le fatiche che forse, in qualche momento, sono state sofferte con asprezza. Ecco: uniti. Uniti nel dire grazie al Signore per quanto abbiamo ricevuto; e quindi disponibili a superare ciò che ha creato tensione, disagio, magari contrapposizioni.

Noi vogliamo accogliere questa grazia; sentire che la gioia prevale su ogni esitazione; che la comunione, la fraternità, la carità riuniscono tutto quello che ha trovato difficoltà a convergere. Noi vogliamo rendere grazie al Signore perché il carisma di don Giussani ha fatto tanto bene a tante persone. Vogliamo rendere grazie al Signore perché la scelta di avviare questo processo significa l’impegno, da parte di tutte le componenti ecclesiali, a trovare un punto superiore di unità. Così ringraziamo il Signore.

Voglio inoltre ringraziare con tutto il cuore don Ennio, i suoi collaboratori, ciascuno di coloro che ci hanno portato fin qui. Dodici anni non sono pochi; e il lavoro svolto si è rivelato complicato, intenso, soprattutto quantitativamente impegnativo. Desidero quindi esprimere gratitudine per quanto è stato fatto e incoraggiare questa Fase che oggi apriamo e che si presenta tanto promettente.

Il Signore ci raduni, ci unisca in un cuor solo e in un’anima sola; benedica coloro che sono chiamati a comporre questo Tribunale e benedica tutti noi.