La prostituzione non può essere equiparato a un lavoro come un altro. Le donne che si prostituiscono sono vittime della tratta e di un giro d'affari milionario gestito dalla criminalità organizzata

Sindacati e Caritas Ambrosiana sono contrari alla zonizzazione della prostituzione. E bocciano quindi la mozione approvata dal Consiglio di zona 2, che invece chiede alla Giunta Pisapia e al Consiglio comunale di individuare strade o quartieri della città in cui concentrare la prostituzione. Secondo Cgil, Cisl, Uil e Caritas Ambrosiana, le donne che si prostituiscono sono vittime del traffico e del giro d’affari gestito dalla criminalità organizzata. Nessuna zonizzazione può controllare i clan. Inoltre il corpo e la libertà sessuale non sono merce e la prostituzione non può essere considerato un lavoro.

«Ecco alcuni aspetti che bisogna sempre considerare, prima di avventurarsi in progetti e proclami che forse servono a prendere voti, ma non a trovare soluzioni – scrivono in un comunicato stampa Cgil, Cisl, Uil e Caritas Ambrosiana -: la quasi totalità delle ragazze che si prostituisce in strada è vittima del traffico di esseri umani, specificamente finalizzato allo sfruttamento sessuale, che si traduce nella drastica limitazione della libertà e in condizionamenti che spesso impediscono di tornare a una vita normale. Individuare aree dedicate all’esercizio “tollerato” della prostituzione può generare l’illusione di controllare il fenomeno e il territorio interessato, sottovalutando il ruolo delle organizzazioni criminali nella gestione di quello che è un vero e proprio affare milionario. La prostituzione è un fenomeno che riguarda il rapporto tra uomini e donne, e da questo punto di vista ha importanti ripercussioni sulla modalità di concepire e vivere le relazioni affettive. Il corpo e la libertà sessuale non possono essere equiparati a una merce che può essere venduta e acquistata al pari di qualsiasi altra. Le ragioni antropologiche, sociali ed economiche che stanno alla base della prostituzione meritano attenzione anche in un’ottica educativa, quindi è inaccettabile equiparare la prostituzione a un qualsiasi altro lavoro».

«Anche il Parlamento Europeo con la Risoluzione Honeyball, esprime la contrarietà alla regolamentazione della prostituzione. Invitiamo al confronto chi è interessato ad affrontare il tema senza superficialità e scorciatoie e ribadiamo che il nostro impegno civile proseguirà affinché il Comune di Milano continui e incrementi le attività di contrasto e di sostegno alle donne con tutti gli strumenti istituzionali a sua disposizione».

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