Nel giorno dell’inaugurazione di Expo anche il carcere espone i suoi prodotti insieme a tante cooperative sociali giunte da diverse regioni e dall’8 al 13 settembre la “Libera scuola di cucina” sarà al Padiglione Italia

di Luisa BOVE

manzelli

Nel giorno di inaugurazione di Expo, anche il carcere di San Vittore apre le porte alla città. Nel lungo corridoio che conduce alla “rotonda” dove la sera del 1° maggio i detenuti hanno assistito alla Turandot di Puccini in scena alla Scala, per tutto il pomeriggio cooperative e associazioni onlus hanno esposto i loro prodotti. Naturalmente tutti usciti dai laboratori degli istituti di pena di Milano, Torino, Venezia, Pescara… «Il risultato di questa giornata lo si deve agli operatori, ai detenuti, ai volontari, al privato sociale», dice con orgoglio la direttrice Gloria Manzelli, «senza il contributo di tutti un risultato del genere non si sarebbe senz’altro ottenuto. Le cooperative hanno fatto la loro parte e sono arrivate da tanti penitenziari d’Italia, affrontando i costi e i disagi del viaggio pur di essere qui».

«L’obiettivo – continua la direttrice – è quello di promuovere i prodotti del carcere che si realizzano all’interno nei nostri istituti penitenziari e dimostrare che sono prodotti di alta qualità, assolutamente concorrenziali alle aziende produttrici esterne. Vogliamo che la cittadinanza li conosca e li possa verificare di persona, così da rendersi conto che non mentiamo».

È un via vai di milanesi, volontari e agenti penitenziari con famiglia che sfilano tra le bancarelle assaggiando e degustando prodotti artigianali da fare invidia a qualunque commerciante. Si inizia dalla “Libera scuola di cucina”, nata nel 2011 nella Sezione femminile di San Vittore, che coinvolge una decina di detenute. «Dopo un corso di formazione oggi le donne sono in grado di preparare buffet, aperitivi, pranzi e feste fino a 80 persone», spiega Marina De Berti. La consumazione si svolge nel giardino del femminile: 20 euro a testa pagando con bonifico così è deducibile fiscalmente). Info: educatori.cc.milano@giustizia.it. «Con questo progetto – aggiunge Manzelli – siamo stati premiati dal presidente della Repubblica Mattarella il 7 marzo scorso e abbiamo vinto il concorso “Woman for Expo”, avremo quindi la possibilità di esporre a Expo, nel Padiglione Italia, dall’8 al 13 settembre, i prodotti della “Libera scuola di cucina”». 

Anche a Bollate i detenuti si mettono ai fornelli. “Abc. La sapienza in tavola” è attiva dal 2004 grazie a Silvia Polleri che con i suoi cuochi fornisce catering ad aziende, università, convegni, matrimoni, battesimi, compleanni… offrendo anche servizi in guanti bianchi e livrea (abc.sapienzaintavola@tiscali.it). Tante anche le cooperative sociali che producono pane con lievito madre, pizze, focacce, biscotti, pane alle uvette e altro ancora: “Dolci sogni liberi” è la pasticceria artigianale della Casa circondariale di Bergamo che con 6 detenuti e un responsabile della cooperativa sociale “Calimero” rifornisce alcuni Gas (gruppi di acquisto solidale), botteghe equosolidali e mercati cittadini (info@cooperativacalimero.com). “Buoni dentro” è il laboratorio «che produce valore», spiega Claudio Nizzetto, e coinvolge in particolare i ragazzi del Beccaria e alcuni giovani di San Vittore. «Questo è un modo per rispondere al male con il bene. Chiediamo per loro alla società la possibilità di un riscatto» (infoprogetto@buonidentro.it). “Farina nel sacco” produce pane con farine macinate a pietra e vende in una panetteria di Torino (info@farinanelsacco.it), mentre “In Opera” è la cooperativa sociale della Casa di reclusione alle porte di Milano che rifornisce Rsa, bar, ristoranti e negozi. «Ci hanno invitato a Expo», dice Mauro Bossi, dove spera di portare anche due detenuti se otterranno il beneficio dell’art. 21 per uscire a lavorare, mentre a giugno partirà un nuovo corso per altri 6 detenuti (buono.inopera@gmail.com). “La banda biscotti” produce dolciumi a Verbania e li vende attraverso le botteghe equosolidali e altri punti vendita (info@bandabiscotti.it). “Cascina Motta” invece mette sul mercato prodotti nostrani (formaggi, latte, yogurt…) e si trova a Castelvisconti (Cr) (tel. 0374.66701). “Mangiasano” della cooperativa sociale “Vitanova” arriva da Pescara e con farine bio e un forno certificato biologico sforna pane e biscotti davvero ghiotti (mangiasano@coopvitanova.com). “Verde Grano” di Monza non poteva che produrre pasta fresca, ravioli, fagottini e biscotti assortiti (verde grano@libero.it). Alle porte di Milano, a Cernusco sul Naviglio, c’è “Cascina Nibai” con la sua “Cooperativa agricola fraternità” dove è possibile acquistare carne, salumi, pollame, riso, cereali, formaggi… (negozio@nibai.it). Addirittura da Venezia è arrivato “Il cerchio”, una cooperativa sociale nata nel 1997 che oggi dà lavoro a 18 detenute della Giudecca impegnate nell’ittico e un ristorante in faccia alla laguna sud di Venezia; sarà presente a Milano da maggio a ottobre per Expo 2015. Non potevano mancare la storica sartoria di San Vittore della cooperativa sociale “Alice” e la produzione di borse dei “Gatti galeotti” (coop.alice@libero.it). E poi “Opera in fiore” che dà occupazione ai reclusi per la manutenzione del verde, nursery per piante, giardini e orti verticali (info@operainfiore.it). E, dulcis in fundo, “Dolci libertà”, un laboratorio di cioccolateria e pasticceria finissima che ora produce anche senza glutine e senza lattosio. Sono già pronti per l’Expo: sul banco ci sono infatti tavolette di cioccolato prodotte con il cacao proveniente dai vari Paesi e su ogni confezione la bandiera corrispondente, così i visitatori potranno scegliere tra le varie nazionalità. «L’idea del 1° maggio a San Vittore – conclude la direttrice – era quella di incrementare opportunità di lavoro e quindi creare percorsi all’esterno». Ora ai milanesi che hanno assaggiato prodotti di qualità non resta che andare alla ricerca dei punti vendita in città o di contattarli attraverso i siti web.

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