Fondato nel 1869, oggi conta 1680 studenti e 150 insegnanti

di Annamaria BRACCINI

Collegio San Carlo

Fondato nel 1869, il Collegio San Carlo è una realtà di eccellenza nel panorama non solo milanese della scuola. Da allievi celebri, che quasi simboleggiano una grande storia educativa – solo per fare due nomi, Achille Ratti, papa Pio XI, «brillantissimo negli studi, ma troppo vivace», dicono le cronache, e Ludovico Necchi, uno dei fondatori dell’Università Cattolica – fino al presente. Oggi costituito da un corpo docente di 150 insegnanti, di cui una trentina madrelingua, da 1680 studenti, di età compresa tra i due e i diciannove anni, per una proposta formativa che va dalla scuola d’infanzia trilingue, in italiano e inglese e ultimamente cinese, alla primaria, secondaria e ai Licei. Dei quali è corretto parlare al plurale, perché sono cinque gli indirizzi: Liceo classico, scientifico, scientifico interculturale, Liceo delle Scienze umane e il nuovissimo Liceo internazionale per l’intercultura, basato su una formazione umanistica, ma che si apre alle sfide della mondialità.

Le classi sono composte da un numero di allievi, per l’iter scolastico vero e proprio, mai superiore ai 20-25 alunni. E tutto senza dimenticare il sostegno formativo ad ampio raggio, con un servizio psicopedagogico, attivo dal 1995, percorsi mirati e personalizzati, una rete educativa fatta di incontri periodici, che coinvolge docenti, genitori, giovani. Inoltre, sono da tempo promosse iniziative come «Il caffé delle mamme» e «Il caffé dei papà». Molto attivo è anche il Gruppo di spiritualità familiare e fondamentali, come è ovvio, rimangono i valori cristiani con le celebrazioni eucaristiche, la Cappella interna alla struttura sempre aperta, il rosario settimanale promosso da alcuni genitori, un nutrito calendario pastorale, «per educare al vero e al bello». Da quest’anno, per i docenti, accanto ai tradizionali incontri di aggiornamento curricolare, anche uno specificatamente dedicato all’Islam, che si inserisce nella logica interculturale caratterizzante il «San Carlo». Logica che vuole essere una prospettiva trasversale della didattica e della formazione umana realizzata anche con partenariati internazionali, collaborazioni con prestigiose istituzioni accademiche, soggiorni esteri per gli allievi.    

Notevole la «vivacità» del Centro sportivo con aree di ricreazione, un campo di calcio e tre piscine, frequentate per la maggioranza da genitori e studenti, ma aperte anche ad esterni.

«Il nostro punto di forza è, appunto, parlare con la lingua, o meglio, “le lingue” del mondo attuale: l’italiano, ovviamente, e l’inglese, l’idioma della rete, dei commerci, del villaggio globale, collegando entrambe queste modalità di comunicazione con le necessarie conoscenze umanistiche, logico-matematiche e scientifiche», nota, a tale proposito, Giuseppe Colosio, oggi soprintendente delle «Scuole San Carlo».

E i risultati, davvero, non mancano: basti pensare che in questi ultimi anni, l’eccellenza del «San Carlo» è stata riconosciuta con il conferimento a quattro studenti del prestigioso «Alfierato del lavoro», conferito dal Presidente della Repubblica e che premia ogni anno le venticinque migliori pagelle d’Italia.

È bello sapere che i quattro riconoscimenti sono andati tutti «in rosa», tutte ragazze.

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