La Fondazione avvia il progetto di un Hospice, per assistere con “cure palliative” le persone in fase terminale. L'apertura è prevista in autunno

Inzago Hospice

La vita ha un senso e una dignità anche quando arriva alla fine. Questo era quello che ripeteva la dottoressa Cicely Saunders ai suoi pazienti nell’ultimo “tratto” del loro percorso in questo mondo. Saunders è stata un’infermiera, un medico e una scrittrice inglese. È stata lei a diffondere, per prima, gli Hospice, sottolineando l’importanza delle cure palliative nella medicina moderna, assistendo i malati terminali fino alla fine della loro vita nel modo più confortevole possibile.

L’hospice è la struttura residenziale in cui il malato inguaribile e la sua famiglia possono trovare sollievo per un periodo circoscritto e poi fare ritorno a casa o per vivere nel conforto gli ultimi giorni di vita. Ha alcune caratteristiche precise: l’accesso libero per i familiari (le camere sono anche dotate di letti per farli dormire, quando necessario, all’interno della struttura), la possibilità di condividere alcuni spazi, il calore dell’arredamento. Ne esistono sia all’interno di ospedali oppure in luoghi specifici, caratterizzati dall’essere immersi in uno scenario di natura.

Dentro un Hospice sono quindi accolte quelle persone che sono nella fase terminale della loro vita e che sono curate con le cosiddette “cure palliative”. Secondo la definizione dell’Organizzazione mondiale della sanità le cure palliative si occupano in maniera attiva e totale dei pazienti colpiti da una malattia che non risponde più a trattamenti specifici e la cui diretta conseguenza è la morte. Il controllo del dolore, di altri sintomi e degli aspetti psicologici, sociali e spirituali è di fondamentale importanza. Lo scopo delle cure palliative è il raggiungimento della miglior qualità di vita possibile per i pazienti e le loro famiglie.

Obiettivo principale delle cure palliative è dare senso e dignità alla vita del malato fino alla fine, alleviando prima di tutto il suo dolore, e aiutandolo con i supporti non di ambito strettamente medico che sono altrettanto necessari.

Gli obiettivi delle cure palliative sono ben riassunti così: affermano il valore della vita, considerando la morte come un evento naturale; non prolungano né abbreviano l’esistenza del malato; provvedono al sollievo dal dolore e dagli altri sintomi; considerano anche gli aspetti psicologici e spirituali; offrono un sistema di supporto per aiutare il paziente a vivere il più attivamente possibile sino al decesso; aiutano la famiglia dell’ammalato a convivere con la malattia e poi con il lutto.

La Fondazione Sacra Famiglia Onlus ha deciso di aprire nella sua Filiale di Inzago un Hospice. Questo progetto nasce da una delibera regionale uscita un anno fa nella quale veniva “mappato” il bisogno del territorio: secondo l’analisi dei tecnici, nel territorio dell’est milanese, che fa capo alla Asl Milano 2, mancano 9 posti letto.

La struttura di Inzago attualmente ospita 40 persone disabili affette da sclerosi multipla in fase avanzata o da analoghe patologie neurologiche degenerative, e anche persone disabili per esiti di incidenti stradali. Con il nuovo Hospice quindi, che aprirà al piano terra, si arriverà a 49 posti letto. L’apertura del servizio è prevista per questo autunno.

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