“L’originalità del lavoro della donna tra tradizione ed evoluzione” tema del convegno svoltosi al Teatro Fraschini

di Alessandro REPOSSI

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«È essenziale che le nostre società riconoscano e valorizzino l’importanza sul piano personale, economico e sociale, del lavoro familiare». La riflessione di Enrica Chiappero-Martinetti, docente di Politica economica dell’Università di Pavia, riassume il tema al centro del convegno che si è svolto oggi pomeriggio al Teatro Fraschini di Pavia. L’incontro, organizzato dalla Diocesi pavese ed inserito nel programma del VII Incontro mondiale delle famiglie, aveva come titolo “L’originalità del lavoro della donna tra tradizione ed evoluzione”.

La professoressa Chiappero-Martinetti ha ricordato che «il tempo destinato al lavoro familiare è considerevole. In media, a livello europeo, impegna le donne per oltre 4 ore al giorno e gli uomini per circa 2 ore e mezza. In Italia questa differenza è assai più marcata: guardando alle coppie in cui entrambi i coniugi lavorano e la donna ha un’età compresa tra i 25 e i 44 anni, le donne destinano a queste attività 5 ore e 20 minuti al giorno mentre gli uomini poco più di due ore».

La professoressa Carla Ge Rondi, che insegna  Demografia all’Università di Pavia, si è soffermata sulla “conciliazione lavoro-famiglia”. «L’Italia – ha spiegato – ha un tasso di fecondità che, da almeno un quarto di secolo, oscilla tra 1,2-1,4 figli per donna. Nonostante questo, il tasso di occupazione delle donne italiane è inferiore a quello di altri Paesi».

Irene Laumenskaite, docente di Sociologia a Vilnius (Lituania), ha proposto una visione antropologica del ruolo della donna nella famiglia e sul lavoro: «Bisogna superare l’idea di un labor venduto sul mercato solo per garantire lo stipendio, e ritrovare un senso di solidarietà reciproca che consenta di superare quell’individualismo che manda in crisi la famiglia».

In apertura di convegno monsignor Giovanni Giudici, vescovo di Pavia, ha salutato i pellegrini presenti: «La riflessione che facciamo oggi – ha affermato monsignor Giudici – ci aiuti a comprendere sempre meglio quale è la condizione della donna, cuore pulsante di quel grande esperimento umano e sociale che è la famiglia».

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