Con questo obiettivo è nata l’associazione incaricata di proporre eventi culturali nella struttura ricavata nell’ex teatro di Greco. Prossimi appuntamenti il 13 e il 18 dicembre

Fin dalla sua origine, il Refettorio Ambrosiano è stato concepito, oltre che per la sua primaria funzione di garantire pranzo e cena alle persone bisognose, anche come luogo di aggregazione e socializzazione e come convivio culturale. Per assolvere a questi compiti è recentemente nata l’Associazione Refettorio Ambrosiano, incaricata di proporre eventi culturali nella struttura ricavata nell’ex teatro di Greco, per continuare a riflettere sul valore del cibo e sugli sprechi da evitare anche dopo Expo. Presidente è lo stesso don Giuliano Savina, che spiega: «Abbiamo l’ambizione di rendere il Refettorio un luogo di creatività e uno spazio dove poter sognare. Ci ispiriamo ai valori dell’accoglienza, dell’ospitalità e del dialogo tra culture. Offriremo a questo quartiere di periferia, e a tutta la città, tante occasioni di incontro e riflessione attraverso le varie forme d’arte. Il nostro auspicio è diventare per Milano un nuovo punto di riferimento dove promuovere e valorizzare la cultura dell’inclusione sociale e di farlo con un’attenzione a tutte le fasce di età, dalle famiglie agli anziani, dai giovani alle scuole. Partendo dagli utenti stessi».

Il calendario di appuntamenti, partiti a ottobre, è nutrito. Si segnala in particolare il ciclo «Prendi il libro e mangia!», che nel contesto del Giubileo, per quindici domeniche, presenterà le opere di misericordia corporali e spirituali come nutrimento del corpo e dell’anima. Ospiti illustri proporranno l’ascolto di testi proclamati durante la cena: si ascolterà mangiando, come nei monasteri. L’esercizio del nutrimento corporale unito a quello dell’ascolto permetterà di vivere un’intensa esperienza spirituale. Al termine l’ospite renderà ragione dei testi ascoltati abbinati all’opera di misericordia assegnata. Seguirà il dialogo con i commensali. Si comincia il 13 dicembre con don Claudio Burgio («Visitare i carcerati»); nel 2016 toccherà, tra gli altri, a Gemma Capra Calabresi, Livia Pomodoro, monsignor Renato Corti, monsignor Franco Buzzi, Paolo Branca e Antonietta Cargnel. La cena inizia alle 19.45, la serata termina alle 21.30; Le partecipazione alle serate è libera fino ad esaurimento posti. Per prenotarsi: iscrizioni@perilrefettorio.it, 380 8922240 (da lunedì al venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19).

Venerdì 18 dicembre, invece, alle 20.30, sarà la volta de «Lo Shabbat di tutti»: una cena che è anche una performance, un momento di incontro e condivisione, di arricchimento spirituale e di profonda leggerezza, con Miriam Camerini, Manuel Buda e Valeria Perdonò. E poi, nel prossimo anno, incontri/conversazioni con uomini di Chiesa e personaggi del mondo culturale, tavole rotonde sull’educazione alimentare, concerti, testimonianze, performances attorali, presentazioni di libri, serate dedicate al cinema, laboratori gastronomici… Si segnalano in particolare due eventi: «La settimana dell’albero tra terra e cielo: la tradizione ebraica» (1-7 febbraio) e «Cibo e culto» (in aprile), sulla relazione tra alimentazione e tradizione religiosa (in particolare ebraismo, cristianesimo e buddhismo).

Info: www.perilrefettorio.it; info@perilrefettorio.it

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