"Lo scandalo della Clinica Santa Rita impone una seria riflessione sull'attuale politica sanitaria, soprattutto lombarda", dice il presidente dell'Amci di Milano che denuncia situazioni di malasanità e degenerazione della professione medica.


Redazione

10/06/2008

di Giorgio LAMBERTENGHI DELILIERS
presidente Associazione medici cattolici di Milano

I fatti relativi alla Clinica Santa Rita di Milano riportati dai mezzi di comunicazione, sollevano sentimenti di raccapriccio, che tuttavia non devono essere estesi a tutta la sanità sia pubblica che privata.

Questa vicenda è la conseguenza della trasformazione delle strutture ospedaliere in Aziende, interessate principalmente al profitto e alla produttività finanziaria del posto letto più che all’assistenza e alla cura del malato. Da tale impostazione sono nate le anomalie che in questi ultimi anni hanno portato alla malasanità, nonché alla degenerazione della professione medica, considerata non più una missione, ma un mezzo per accumulare ricchezze sulla base del numero delle prestazioni compiute.

Naturalmente chi ne risente è soprattutto il malato classificato in base alla rendita economica del cosiddetto DRG. Ne nasce una sorta di discriminazione tra patologie che potenzialmente possono portare rimborsi cospicui da parte del sistema sanitario e altre che invece vengono trascurate per la bassa redditività.

Lo scandalo della Clinica Santa Rita impone una seria riflessione sull’attuale politica sanitaria, soprattutto lombarda, che deve essere rivista alla luce di un potenziamento degli ospedali pubblici che recentemente hanno sofferto per una riduzione del personale e del numero di posti letto a favore delle strutture assistenziali accreditate.

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