L'abate Ambroise Tine, a capo di Caritas Senegal: «Expo è uno spazio di animazione che può suscitare questa presa di coscienza»

di Rolla SCOLARI

Ambroise Tine
Abbé Ambroise Tine, nationaler Caritasdirektor des Senegal in Dakar --- © FRIEDRICH STARK, Arneckestrasse 72, 44139 Dortmund, phone +49-231-136240, mobil +49-171-6463061, e-mail: stark.f@t-online.de, www.friedrichstark.de, Bank: ING-DIBA, Allgemeine Deutsche Direktbank, Kto-Nr. 0596534130, BLZ 50010517, IBAN: DE68500105170596534130, BIC: INGDDEFF - NO MODELRELEASE! Bei Verwendung des Fotos ausserhalb journalistischer Zwecke bitte Ruecksprache mit dem Fotografen!

L’abate Ambroise Tine guida Caritas Senegal, una realtà che si occupa soprattutto del problema dell’immigrazione. La questione, più attuale che mai in questi mesi difficili per l’Europa e l’Africa, è strettamente legata al tema dell’insicurezza alimentare e alla fame, come ha messo in evidenza in queste settimane uno studio trasversale di Caritas. L’abate Tine è tra le decine di delegati che in queste ore stanno arrivando a Milano, proprio per sottolineare l’importante presenza di Caritas nel contesto dell’Esposizione universale. «Sono stato invitato dalla Caritas Internationalis e da quella Ambrosiana per essere testimone di ciò che vivo nel mio Paese, nella zona del Sahel, colpita spesso dall’insicurezza alimentare – ci ha spiegato Tine -. Vengo per rendere conto del nostro lavoro sulla campagna internazionale di Caritas “Una sola famiglia umana, cibo per tutti”.

Per l’abate Expo rappresenta «uno spazio mondiale che offre l’opportunità di scambiare condizioni, utopie, progetti, e sviluppare l’esperienza comune e l’idea che possiamo farcela a nutrire il Pianeta Terra. Le energie per questo le abbiamo: sono l’intelligenza, un dono magnifico di Dio che produce il sapere e il saper fare; l’amore, che sa vincere l’indifferenza alla fame dell’altro, chiunque esso sia; la solidarietà delle figlie e dei figli di Dio Padre che può trasformare il viso del mondo».

Il rappresentante di Caritas Senegal crede molto nel fatto che la fame possa essere vinta negli anni a venire. Ed Expo per lui potrebbe essere un’opportunità in questa direzione: «Expo può aiutare a concretizzare questa convinzione perché è per me uno spazio di animazione, di scambio, di presentazione del possibile di cui ognuno è capace per cambiare la situazione delle vittime della fame. Uno spazio che suscita la presa di coscienza, che spiega come il Pianeta Terra sia pieno di ricchezze e possa nutrire tutti senza esclusione».

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