Don Gian Battista Rota, responsabile in Diocesi della Pastorale scolastica e del Servizio Irc, presenta il doppio appuntamento seminario-marcia: «Tutto è nato dall’incontro di tre anni fa in Duomo col cardinale Scola, segno evidente dell’attenzione della nostra Chiesa verso questo mondo»

di Stefania CECCHETTI

Don Gian Battista Rota

Una scuola libera, che aiuti i ragazzi a crescere. È l’auspicio che dà il titolo alla 34a edizione della marcia «Andemm al Domm», che nella mattina di sabato 9 aprile colorerà le vie del centro di Milano.

Nata come gara podistica per gli alunni delle scuole superiori cattoliche, nel tempo la marcia si è trasformata da manifestazione sportiva a occasione per una riflessione pubblica ad ampio raggio sui temi della scuola. Tanto che, da un paio d’anni, la Diocesi fa precedere la manifestazione da un convegno preparatorio, che quest’anno si terrà martedì 5 aprile, dalle 16.30 alle 18, nell’aula magna dell’Università Cattolica.

Come spiega don Gian Battista Rota, responsabile in Diocesi della Pastorale scolastica e del Servizio Irc, «tutto è partito tre anni fa, quando il cardinale Scola volle incontrare in Duomo il mondo della scuola come segno evidente della cura che la Diocesi ambrosiana riserva all’ambito scolastico. E quando parliamo di scuola intendiamo sia la scuola statale, sia quella paritaria, i due “polmoni” della scuola pubblica italiana. Il termine scuola “privata”, che capita ancora di sentire usare, è fuorviante: le scuole realmente private nel nostro Paese sono solo una piccolissima percentuale». Se la marcia è un’occasione di visibilità e di festa per il mondo della scuola, «il convegno preparatorio – precisa don Rota – esprime il desiderio del cardinale Scola di coinvolgere gli attori educanti, vale a dire dirigenti, docenti e genitori, in una riflessione più approfondita».

Al centro il tema di quest’anno, «Una scuola libera ci aiuta a crescere»: «Un concetto caro all’Arcivescovo già nel suo primo incontro in Duomo con il mondo della scuola, nell’anno scolastico 2013-2014, quando usò per la prima volta l’aggettivo “libera” applicato alla scuola. Alla presenza anche delle autorità civili, il cardinale Scola espresse in quell’occasione l’auspicio che la Stato garantisse la scuola senza gestirla direttamente».

Nel convegno di martedì prossimo verranno messe in luce nuove sfumature del concetto di libertà scolastica, anche grazie al contributo della dottoressa Luisa Ribolzi, esperta di scuola a livello europeo. «Durante il suo intervento Ribolzi confronterà l’esperienza italiana in materia di libertà scolastica con quella di altri Paesi – spiega Rota -, allo scopo di capire realtà diverse dalla nostra per trarne spunti interessanti. Inoltre, cercherà di declinare il termine “libera” nelle due realtà della scuola statale e paritaria. Ci chiederemo come la scuola statale possa rapportarsi al meglio alla legge sull’autonomia scolastica. E, d’altro canto, rifletteremo su come invece i diversi istituti paritari, che per natura hanno una libera gestione interna (sempre naturalmente nel solco delle leggi nazionali), possano gestire la propria offerta formativa identitaria, differenziandola da quella statale». «Infine – conclude Rota – durante il convegno il cardinale Scola, chiamerà dirigenti, docenti e genitori a riflettere e dialogare insieme su quale sia la forma migliore per fare scuola oggi. Nello stesso tempo, aiuterà a riflettere su come il mondo ecclesiale possa accompagnare la scuola in questo suo importante cammino educativo. Il convegno sarà quindi un momento di dialogo delle scuole fra loro, ma anche della scuola con il territorio».

 

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