Sulle 631 mila nuove assunzioni attese in tutto il Paese nel corso del 2012 quasi 100 mila saranno in Lombardia

di Cristina CONTI

lavoro

È la Lombardia la regione ideale per chi cerca lavoro in Italia. Nel 2012 un lavoratore su sei tra i nuovi assunti sarà qui, con quasi 100 mila nuove assunzioni previste per il 2012 sulle 631 mila che ci si aspetta in tutta la penisola. A dirlo i dati che emergono dal Sistema Informativo Excelsior 2012, diffusi dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza.

Certo, non son tutte rose e fiori. Anche qui c’è un tasso di variazione occupazionale negativo, pur se solo del -0,9%, con 5.800 nuove assunzioni previste a fronte di 7.410 uscite. Ma è migliore del dato italiano (-1,1%). «Il tema del lavoro è decisivo e va di pari passo con il sostegno alle piccole e medie imprese, che devono essere supportate attraverso una serie di misure per incentivare le nuove assunzioni – commenta Carlo Edoardo Valli, presidente della Camera di Commercio di Monza e Brianza -. Oggi l’orizzonte di riferimento per il lavoro si è però ampliato. Accanto a incentivi fiscali più favorevoli, sono perciò necessarie anche infrastrutture a sostegno della mobilità dei lavoratori, che colleghino il Paese all’Europa e al mondo».

I servizi sono il settore che meno risente della crisi: nel 2012 saranno 74 mila i nuovi assunti. Bene soprattutto quelli avanzati di supporto alle imprese, che richiederanno 5.860 posti di lavoro. Gli ambiti sociale, sanitario e di aiuto alla persona offriranno invece oltre 7.200 assunzioni. Mentre informatica e telecomunicazioni hanno in programma 3.500 nuovi contratti stabili.

In testa tra le province lombarde ci sono Varese e Sondrio, dove le imprese in cerca di nuovi candidati saranno rispettivamente il 14,8% e il 18,7%. A Milano, invece, assumeranno 6 imprese su 10.

Tanti anche i professionisti di difficile reperimento: uno su sette. In Brianza si fanno fatica a trovare in particolare fabbri, falegnami e ingegneri. Le conoscenze funzionano soprattutto nelle piccole e medie imprese, pochissimo in quelle oltre i 50 dipendenti. In regione, poi, la laurea fa la differenza più che nel resto del Paese: qui il 19,3% delle nuove assunzioni richiede il titolo accademico, mentre in Italia il dato si ferma al 14,5%, e rispetto al 2011 in Lombardia i laureati sono più richiesti del 17,5%.

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