Rispetto all’anno scorso incremento del 5,9%: la crescita maggiore nella registrazione sonora, editoria musicale e sale da ballo

Cristina CONTI

Sono 852 le imprese della musica a Milano e la città è al secondo posto in questo settore. A dirlo è un’elaborazione della Camera di Commercio su dati registro imprese al terzo trimestre 2009 e 2010 relativi alle sedi di impresa attive.

Dalla riproduzione di supporti registrati all’editing sonoro la città della Madonnina si colloca ai vertici di molte categorie produttive del mondo musicale italiano. Bene anche le altre città lombarde. Al secondo posto Cremona con 209: la patria dello Stradivari, con le sue 159 imprese specializzate, rappresenta il primo centro in Italia per la produzione strumentistica. Seguono Brescia con 196 e poi Bergamo con 141. L’intera regione, con le sue 1.926 imprese distribuite su tutto il territorio, traina il comparto con un peso del 17,7 per cento sul totale italiano, meglio di Lazio, che ha registrato il 12,6 per cento, ed Emilia Romagna, che si è attestata sul 17,2 per cento.

Le attività più presenti sono quelle di registrazione sonora ed editoria musicale, con il 23,2 per cento delle imprese. Quindi le sale da ballo, con il 21,4 per cento, la fabbricazione di strumenti musicali con il 16,7 e le attività di programmazione e trasmissione radiotelevisiva con il 14,4 per cento del totale.

«È importante notare come anche in periodi di crisi interi settori continuano crescere, mettersi in gioco e ad accettare sfide importanti. Investire sulle imprese significa investire sulla vera ricchezza del territorio, il capitale umano. Un prezioso elemento di crescita e di prospettiva per tutto la regione», ha dichiarato Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano.

Un mondo che non conosce crisi. Rispetto allo scorso anno, infatti, ha registrato un incremento del 5,9 per cento in tutta la Lombardia. Con punte del 6,5 per cento a Milano, del 7,2 a Cremona, del 7,7 a Brescia e del 6 a Bergamo.

Numerose anche le imprese che hanno deciso di scegliere come nome i successi più popolari della canzone italiana: un dato che pone l’accento sull’importanza del “made in Italy” di questo settore. Tra i titoli più gettonati si contano, per esempio, 58 attività chiamate “L’italiano”, 53 “A modo mio”, e 51 “Papaveri e papere”.

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