In Italia sono circa 50 mila. La comunità milanese, formatasi fin dagli anni Novanta, segue con apprensione le drammatiche vicende del proprio Paese

di Luisa BOVE

Sembrano rimaste inascoltate le preghiere della Chiesa cristiano-copta innalzate fin dal luglio scorso nel monastero Anba Shenuda di Lachiarella (frazione Mettone). La situazione in Egitto è ancora esplosiva, con rivolte, manifestazioni e presidi di carri armati al palazzo presidenziale a Heliopolis. Molti cristiani copti avevano lasciato l’Egitto dopo la vittoria dei Fratelli musulmani e dell’ormai deposto presidente Moamed Morsi.

A Milano i copti sono presenti fin dagli anni Settanta, quelli che vivono nella periferia sud sono centinaia, migliaia solo in Lombardia, ma si stima che in Italia siano circa 50 mila. Milano è considerata la capitale dei copti in Europa: il Vescovo Kyrillos, della comunità milanese (nominato all’inizio del 2013 dal papa copto Tawadros suo vicario per l’Europa) è stato ordinato nel capoluogo lombardo nel 1996 e guida ora una comunità che conta una ventina di parrocchie.

«Se la mano del male si avvicina per incendiare, uccidere e distruggere – si legge in un documento -, la mano del Signore è più vicina per proteggere, rafforzare e costruire. Noi abbiamo fiducia nel sostegno di Dio, che farà attraversare al popolo egiziano questi giorni critici della nostra storia, verso un domani migliore e un futuro luminoso nel quale regneranno la giustizia, la pace e quella democrazia che merita il valoroso popolo della Valle del Nilo».

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