Il volume edito da Jaca Book al centro dell’incontro in programma al Centro Culturale di Milano. Oltre all’Arcivescovo intervengono Carlotta Sami, Enzo Moavero Milanesi e Aldo Bonomi, modera Zita Dazzi. Iscrizioni on line

Libro Scola

Un mondo misto. Il meticciato tra realtà e speranza (Jaca Book – “Città Possibile”, 80 pagine, 12 euro) è il titolo del volume del cardinale Angelo Scola che verrà presentato giovedì 17 novembre, alle 21, presso il Centro Culturale di Milano (largo Corsia dei Servi 4, Milano). L’appuntamento ha luogo nell’ambito di Bookcity.

All’incontro, oltre all’Arcivescovo, interverranno: Carlotta Sami, portavoce per il Sud Europa dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr); Enzo Moavero Milanesi, direttore della School of Law dell’Università Luiss, già ministro per gli Affari europei nei governi Monti e Letta; Aldo Bonomi, sociologo e fondatore del gruppo Aaster. Modererà Zita Dazzi, giornalista di Repubblica e scrittrice. Ingresso libero con prenotazione del posto iscrivendosi on line (in allegato nel box in alto a sinistra).

Scrive nel volume il cardinale Scola: «”Le situazioni che viviamo oggi pongono sfide nuove che per noi a volte sono persino difficili da comprendere. Questo nostro tempo richiede di vivere i problemi come sfide e non come ostacoli: il Signore è attivo e all’opera nel mondo”. Queste parole, pronunciate da papa Francesco al Convegno ecclesiale di Firenze, offrono un prezioso suggerimento per guardare al grande travaglio che caratterizza questo inizio di terzo millennio. Uno degli aspetti più vistosi del «cambiamento d’epoca» di cui parla il Papa è il tumultuoso processo di mescolamento di popoli e culture in cui oggi siamo immersi. Più di dieci anni orsono, proposi di descrivere questo processo con l’“ardita metafora” del “meticciato di civiltà e culture”, da intendere come “mescolanza di culture e fatti spirituali che si producono quando civiltà diverse entrano in contatto”. L’umana avventura della libertà di ogni singolo e di ogni popolo non fa che mostrare la profondità dell’amore di Dio che ha scelto, per comunicarsi, di passare, con la croce di Cristo, attraverso la libertà finita e il suo continuo vagabondare».

 

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