L'Amci a confronto su neuroscienze e persona. In conclusione l’intervento del cardinale Tettamanzi

Giovanni Meola_Amci Milano

Sabato 21 giugno, alle 9, nell’aula magna dell’Irccs Policlinico San Donato a San Donato Milanese (piazza Edmondo Malan 1), l’Associazione Medici Cattolici Italiani – sezione di Milano organizza il convegno nazionale sul tema “Neuroscienze e persona. L’enigma della Coscienza”.

I saluti introduttivi sono affidati al presidente dell’Amci Milano Giovanni Meola, a monsignor Edoardo Menichelli (assistente nazionale Amci e vescovo di Ancona-Osimo), al presidente nazionale Amci Filippo Boscia, al rettore dell’Università degli Studi di Milano Gianluca Vago e al presidente del Gruppo San Donato Gabriele Pelissero.

I lavori saranno moderati da Massimo Gandolfini, direttore del Dipartimento di Neuroscienze Fondazione Poliambulanza, Brescia e presidente dell’Amci Regione Lombardia. La prima relazione – “Neurobiologia del cervello” – sarà tenuta da Gianvito Martino, neurologo ricercatore all’Irccs San Raffaele Milano. A seguire interverrà Letterio Salvatore Politi, neuroradiologo all’Irccs San Raffaele Milano, su “Neuroimaging cerebrale: luci e ombre”.

Andrea Lavazza, docente di Scienze Cognitive del Centro Universitario Internazionale di Arezzo, svilupperà una riflessione su “Il cervello sociale: libero arbitrio, responsabilità, imputabilità”. Su “L’Enigma della coscienza” porterà invece il suo contributo Massimo Reichlin, docente di filosofia all’Università Vita Salute San Raffaele di Milano.

I lavori saranno conclusi dal cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo emerito di Milano, che centrerà la sua riflessione su “La coscienza morale: il nucleo più segreto”.

«Con questo convegno nazionale come Medici Cattolici intendiamo offrire un autentico contributo, un richiamo fondamentale al tema della coscienza – dichiara il professor Meola -. Recenti casi di cronaca di questi ultimi giorni, legati alla professione medica, ci fanno comprendere come rispetto a questa tematica esista troppa confusione. Il richiamo alla coscienza non è un vuoto esercizio di stile retorico. È la necessità di una presa d’atto: è la coscienza infatti che ci guida, che ci giustifica. Per questo è importante definire anche i limiti della coscienza stessa; le riflessioni che verranno illustrate ci condurranno su questo impervio cammino di conoscenza».

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