Grande successo per la manifestazione che ha riunito i gruppi missionari diocesani in attesa della veglia con l’Arcivescovo

di Filippo MAGNI

Missio giovani

I gruppi missionari in Diocesi di Milano sono giovani.
È questo il primo elemento che colpisce entrando in piazza Mercanti, dove nella giornata della veglia missionaria si sono riunite le associazioni che in diocesi si occupano della missionarietà nei Paesi più poveri.
Oltre 30 gruppi hanno allestito banchetti informativi, preparato manifesti e volantini. Qualcuno proietta anche video o documentari, qualcuno ha organizzato giochi per i più piccoli. C’è in mostra l’attenzione verso i più poveri espressa mediante una creatività ricca, che attira gli occhi.
E i sorrisi che accolgono i passanti da dietro ai banchetti sono quasi tutti giovani. È il volto di un associazionismo molto variegato e che proprio per questo forse non è noto nella sua completezza.
Da qui la decisione di riunirsi, per una volta tutti insieme, sotto il porticato che Milano ha dedicato ai martiri della Resistenza.
Si trovano le realtà più note, come Pime e Caritas, ma anche diverse altre, neonate oppure meno diffuse sul territorio ambrosiano. “È una formula che mi sembra positiva” spiega don Antonio Novazzi, dell’ufficio missionario diocesano. “Certo – prosegue – come tutte le manifestazioni alla prima edizione può essere migliorata, ma direi che siamo partiti con il piede giusto”. Il sacerdote spiega che l’idea di riunire tutti i gruppi in centro città ha un doppio scopo. “Innanzitutto farci conoscere dalle persone, andando per primi nei luoghi dove i milanesi trascorrono il sabato”. E in secondo luogo “conoscerci anche tra di noi. Non tutti i gruppi – precisa – sono a conoscenza delle attività degli altri”.
Lo conferma Laura, dell’associazione Amka. “A Milano non siamo molto noti e dunque questa giornata è davvero positiva per noi. Il luogo è molto frequentato: il nostro scopo era contattare più persone possibili con volantini e materiali vari e l’abbiamo sicuramente raggiunto”. Il suo banchetto è molto apprezzato dalle bambine perché distribuisce collane fatte con tappi di plastica ed è uno dei segreti per cui davvero in tanti si fermano a chiedere informazioni. “Mi piace – continua – essere posizionati in una via del centro, ma in un porticato laterale. Significa che chi ci raggiunge ha scelto di entrare stimolato dal tema, non aggredito come invece potrebbe accadere con le bancarelle in mezzo alla strada. E ha tempo e tranquillità per dialogare”.
Manifesti, in via Mercanti, segnalano i gruppi missionari, ma non solo. Ci sono frati col naso rosso da pagliacci che creano animali con i palloncini per coinvolgere le famiglie. C’è chi offre “abbracci gratis”. C’è chi rimedia a un nome un po’ ostico per i passanti (“scuola di evangelizzazione”) spiazzandoli con una presentazione a base di giocoleria e spettacolo.
Pressoché tutti i gruppi si dichiarano entusiasti dell’idea di questa “fiera della missionarietà”. Così anche i visitatori: “Tutto mi sarei immaginato oggi pomeriggio tranne che giocare con i miei due bambini su un mappamondo”, racconta un papà milanese. Qualche passante si spinge anche oltre, spiega Loretta di Missio giovani: “Più di un visitatore ci ha chiesto come restare in contatto con noi. Un paio si sono anche informati concretamente su cosa significhi partire per la missione da laici”.
La “fiera” continua e con il passare delle ore i visitatori aumentano, sempre di più nel tardo pomeriggio.
Nell’attesa delle 19,30, quando il cardinale Angelo Scola visiterà le associazioni per condurle in processione verso la Veglia missionaria in Duomo.

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