L'Arcivescovo celebrerà la Santa Messa nella chiesetta dedicata al Sacro Cuore di Gesù, dopo aver visitato uno dei reparti del Presidio neuropsichiatrico che ospitano adulti con patologie complesse. Ne parla il diacono Cesare Bidinotto, assistente spirituale

di Veronica TODARO

Cesare Bidinotto

Non è la prima volta che il cardinale Angelo Scola fa visita al Presidio di riabilitazione neuropsichiatrica “Giuseppe Corberi” di Limbiate, eppure l’attesa è tanta. Sabato 21 marzo, alle 17, l’Arcivescovo celebrerà la Santa Messa nella chiesetta dedicata al Sacro Cuore di Gesù, situata all’interno del parco del Presidio. Prima, però, farà tappa in uno dei reparti che ospitano adulti con patologie complesse.

«La visita del Cardinale in questo momento storico del “Corberi” è da considerarsi un dono immenso – sottolinea il diacono permanente Cesare Bidinotto, assistente spirituale al Presidio – e sta a significare che la Chiesa come madre, attraverso i suoi pastori, è vicina a ogni comunità, anche la più piccola, emarginata e apparentemente insignificante, e porta così a ogni uomo la consolazione, la speranza e la gioia radicate nella fede in Cristo Gesù. Questa piccola chiesa di “pietre vive” narra una tappa della storia della salvezza abitata dalla tribolazione, dalla sofferenza e dal dolore innocente, ma è anche luogo di presenza di Dio, di incontro con Lui, di conversione, di gesti di vero amore condotti a riscoprirlo soprattutto attraverso i malati, che con semplicità donano affetto, abbracci, strette di mano, sorrisi a chi è disposto ad accoglierli».

Come diacono permanente Bidinotto è stato inviato al “Corberi” nel 2005, quale “collaboratore pastorale della cappellania”, o meglio come “assistente spirituale”: «Il mio servizio – spiega – consiste nell’essere presente nei fine settimana per ascoltare le persone, stare con loro, pregare con loro, programmare la Santa Messa domenicale e dei giorni festivi, organizzare e mettere in atto momenti di preghiera e formazione per volontari e ministri straordinari per la Comunione ai malati della città, coordinare il progetto di carità dei seminaristi del biennio teologico».

La storia del “Corberi” risale agli anni Sessanta, come sezione infantile dell’ospedale psichiatrico provinciale di Milano, meglio noto come “Mombello”. Per anni vi furono ricoverati minori con patologie neuropsichiatriche, sottoposti a un’intensa attività riabilitativa ed educativa. Con le riforme degli anni Settanta intervennero importanti cambiamenti: in particolare nell’ambito psichiatrico, nacquero i servizi territoriali sia per gli adulti, sia per i minori, vennero sciolte le scuole speciali e avviato l’inserimento dei minori nelle scuole dell’obbligo. Da qui la progressiva riduzione degli accoglimenti e parallelamente le dimissioni che favorirono il consolidarsi al “Corberi” di una popolazione adulta, grave e non dimissibile. Attualmente, anche se sempre oggetto di studi e soggetta a cambiamenti, l’Unità operativa di psichiatria “Corberi” si rivolge ad adulti con patologie complesse, disabilità intellettive, disturbi psichiatrici ad esordio infantile, esiti di cerebropatie: si articola in tre aree organizzative, ambulatoriale, semiresidenziale e residenziale. L’area residenziale si divide a sua volta in tre reparti di degenza e accoglie oggi 134 persone.

All’interno del parco dell’istituto si trova la chiesetta, la cui prima pietra venne benedetta il 24 giugno 1915. «Qui – conclude Bidinotto – si racconta un “piccolo Vangelo” che questa chiesa/comunità ha scritto e scrive, da cento anni, con la sua vita, con la propria storia, favorendo un cambiamento di cuore e di stili di vita a chi ha il coraggio e la grazia di entrare in contatto con essa».

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi