Gli interventi di Milena Santerini (pedagogista) e di José Granados (teologo), con le toccanti testimonianze delle coppie Elisabeth e Bernhard Neiser (Germani) e Rafael e Paloma Benitez Cervera (Spagna)

di Luisa BOVE

congresso_terza

Riflessioni, testimonianze, filmati e musica: questi i linguaggi scelti per affrontare il tema “Celebrare la festa in famiglia. Riti è gesti dell’esperienza familiare” all’Università Cattolica di Milano. Milena Santerini, docente di Pedagogia nell’ateneo, ha introdotto i lavori. «Il mondo contemporano invita e sfida i cristiani a vivere insieme e scoprire nella famiglia la nostra radice spirituale. I riti e i gesti, che uniscono la famiglia e mettono in relazione le generazioni, ne mostrano la realtà profonda di gratuità (in una società del consumo), dell’accoglienza (in una terra inospitale) e della preghiera (nelle città che spesso non sanno domandare grazia a Dio).

E proprio i gesti gratuiti mostrano la misericordia di Dio che dona senza chiedere in cambio e a maggior ragione quelli di accoglienza nei confronti delle categorie  più deboli: bambini, anziani, disabili e malati. Inoltre il «gesto della preghiera e i riti della tradizione fanno ritrovare il senso di essere figli e fratelli».

Per José Granados, sacerdote religioso, docente di Teologia del matrimonio e della famiglia, luogo privilegiato dello stare insieme e fare festa è appunto la famiglia, «anche se occorre imparare e insegnare a festeggiare». Ma è l’Eucaristia che sa «illuminare tutti i riti e i gesti della vita familiare» che a loro volta «preparano la famiglia all’Eucaristia».

Festa e lavoro però vanno tenuti insieme. «La festa – continua – ci insegnerà a umanizzare il lavoro, non solo perché guadagneremo forze per affrontarlo, ma anche perché capiremo il suo significato più profondo e conosceremo il cuore di chi lo anima».

Tanti gesti importanti sono possibili in famiglia. Lo confermano le due coppie invitate a portare la loro testimonianza. Elisabeth e Bernhard Neiser, tedeschi, sposati da 25 anni e con tre figli adottivi di 24, 21 e 16 anni. Hanno educato i loro figli nella fede con l’esempio e hanno imparato a trasferire alcuni elementi della Messa nella vita quotidiana: ringraziamento, perdono, richiesta, condivisione del pasto, lode e benedizione.

Anche Rafael e Paloma Benitez Cervera, spagnoli, con 19 figli (di cui 10 sposati e uno in seminario), vivono con intensità il rapporto con Dio attraverso il cammino catecumenale  iniziato 40 anni fa. Ogni domenica mattina celebrano le lodi in casa leggendo la Parola di Dio, commentandola insieme e cantando. Dopo le prime difficoltà nel matrimonio hanno imparato ad affidarsi a Dio e la loro vita è cambiata.

A fare da cornice nel pomeriggio anche immagini familiari dal mondo ebraio e islamico a conferma che riti, gesti e condivisione sono comuni a tutte le culture, tradizioni e religioni.

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi