Enzo Bianchi, priore di Bose, invita a recuperare l’importanza della domenica come momento di condivisione e comunione, a partire dalla Messa. Ad avvalorare la sua riflessione, la testimonianza di tre famiglie diverse

di Ylenia SPINELLI

Sant'Ambrogio Family2012 1 giugno Enzo Bianchi

Nella splendida cornice della basilica di S. Ambrogio, nel centro di Milano, anticipato dall’ascolto di alcune tra le più famose melodie ambrosiane, eseguite dai Coristi dell’Angelo, questo pomeriggio si è svolto l’incontro con Enzo Bianchi, priore della comunità monastica di Bose. Tema di questa sessione del Congresso internazionale teologico-pastorale era “L’Eucaristia della famiglia nel Giorno del Signore”.

Dopo una breve premessa sull’importanza della famiglia quale «realtà caratterizzata da relazioni di amore» e quale «ambiente privilegiato nella trasmissione della fede», ovvero, «chiesa domestica», Bianchi si è soffermato sul rapporto tra famiglia e giorno del Signore, il cui fulcro è rappresentato dall’Eucaristia.

«La famiglia deve dare ancora oggi la stessa testimonianza dei primi cristiani – ha detto con voce ferma e decisa il priore di Bose – cioè che senza domenica non possiamo vivere».

Ma cosa significa, nella frantumata società di oggi, in cui le relazioni umane sono sempre più precarie e la comunicazione è quasi esclusivamente virtuale, vivere la domenica come famiglia? «In primo luogo ritmare insieme sinfonicamente il tempo – suggerisce Bianchi – per vivere la famiglia come uno spazio di relazioni all’interno e all’esterno, a partire da quel giorno privilegiato che è la domenica». Inoltre non bisogna trascurare l’importanza della condivisione della pratica domenicale, «altrimenti – continua Bianchi – l’Eucaristia rischia di essere vissuta solo individualmente come precetto da soddisfare».

Solo alla luce di questo radicamento nella famiglia la pratica cristiana della domenica  può essere considerata profetica: «Non è un miracolo – tuona il monaco – che, seppur in numero minoritario, milioni di uomini e donne su tutta la terra, nello stesso giorno, facciano gesti di condivisione, cantino la stessa speranza, si esercitino nella stessa carità?».

E il miracolo si fa testimonianza nelle parole dei coniugi Sznyter, giunti a Milano dalla Polonia con i loro 4 figli. Papà Rafal racconta che per fare in modo che ogni domenica sia vissuta davvero come un giorno speciale, cercano di sbrigare tutte le faccende negli altri giorni della settimana, inoltre, per prepararsi bene alla Messa, hanno l’abitudine di leggere e commentare insieme il Vangelo, così che anche i bambini possano coglierne meglio il significato.

La storia dei coniugi colombiani Sanchez ha invece evidenziato come anche all’interno di una famiglia cristiana ci possano essere momenti di difficoltà o crisi di coppia e come si possa ritrovare nell’Eucaristia «la fonte della grazia che santifica la relazione matrimoniale» e in Gesù «la sorgente della carità e del perdono».

L’ultima testimonianza è stata quella della famiglia di un diacono permanente, Giorgio Agagliati. «Con l’ordinazione – ha raccontato la moglie Anna – nella nostra storia di coppia e di famiglia è intervenuto un profondo cambiamento, anche nel vivere il giorno del Signore, ma che col tempo ci ha portati a riscoprire e rifondare in noi il senso della festa. Inoltre anche in questa, come in molte altre dimensioni della vita, abbiamo riscontrato la sinergia dell’azione della Grazia del matrimonio e dell’ordine».

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi