Redazione

Alcune esperienze vissute.
Quando un villaggio ci domanda di far conoscere il Cammino di Dio il tutto ha inizio col formulare gli interrogativi principali, dai più semplici ai più profondi che si presentano ad ogni uomo davanti alle difficoltà della vita: "i perché?" fondamentali.

Si cerca allora di valutare insieme le risposte e prendere coscienza della loro inconsistenza e provvisorietà.
L’immagine che più emerge è che nella vita si arriva sulla riva di un grande fiume e le risposte vere stanno dall’altra parte, sull’altra sponda.
Di là c’è Dio, chiamato con vari nomi ma che nessuno conosce.
E’ Lo sconosciuto.
Qui ha inizio il vero cammino .

La constatazione a cui si arriva è che le strade che gli uomini hanno cercato e trovato per camminare verso Dio sono buone, positive ma ci fanno arrivare solo fin sulla riva, non c’è niente e tanto meno nessuno che ci faccia passare dall’altra parte.

E’ il momento del Primo annuncio di Gesù, come Colui che è stato mandato per farci traghettare e così arrivare a conoscere che Dio è Padre e che noi suoi figli ci aspetta per abitare nella sua casa.
A questo punto davvero le persone si illuminano perché scompare la paura e l’angoscia di una vita senza sbocco e di un uomo senza libertà, per lasciare spazio ad una persona che può camminare in questo mondo alla luce del Sole mentre prima aveva solo una candela.

Davvero Gesù è la Buona Notizia! Per la quale vale la pena fare 18 Km. a piedi ogni domenica per partecipare alla Messa e ascoltare la parola di Gesù.

– E’ Sima che me lo testimonia. Una donna che da quando si è fatta cristiana vive e lavora perché altre donne possano fare la stessa scoperta.
Il tutto sembra normale ma in questo contesto culturale lei e il marito sono un annuncio vivo della novità del Vangelo. A coloro che gli chiedono dove trovano la forza per vivere da cristiani rispondono, nella preghiera!

Oppure è Mario, che ci colpisce sempre per la sua serenità e generosità: per diventare cristiano ha spesso rischiato la vita e deve continuamente subire le pressioni sociali dagli anziani del villaggio.
Ma non ha paura di sostenere che per lui l’unica cosa importante e veramente necessaria è la Parola di Gesù e la sua partecipazione alla sua stessa missione.
Sono loro ad evangelizzarmi.

Una volta facendo la catechesi alle mamme con la parabola del figlio prodigo che torna a casa, ho chiesto, "E la mamma dov’era? Mi hanno risposto nel cuore del padre! Bellissimo!
Loro da poco iniziati alla vita di fede hanno spiegato a me come Dio ha sentimenti di padre e di madre.

Un’altra esperienza. Sono con Sene, una mamma catechista, e facciamo visita ad un villaggio e come sempre appena arriviamo ci corrono incontro tanti bambini. Con me ho portato delle caramelle, lei me le chiede, così ogni bambino riceve una caramella.
Prima di lasciare il villaggio mi domanda se può dare anche quelle che erano avanzate, io rimango perplessa ma consegno tutte le caramelle che avevo in borsa. Lei chiama i bambini, consegna ad ognuno alcune caramelle e indica con la mano la direzione dove devono andare.

I bambini partono immediatamente compiono la loro missione e tornano felici. Grazie Sene ancora una volta mi hai insegnato a pensare ai lontani!
Anche oggi essere missionaria è bello, fortissimamente missionaria!

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