Gli investimenti dei Paesi stranieri partecipanti avranno ricadute importanti sulla produzione, sull’occupazione e sull’interscambio dell’Italia con l’estero

di Cristina CONTI

Expo

Un miliardo e mezzo di valore aggiunto e 26 mila unità di lavoro per Milano e per l’Italia tra il 2012 e il 2020. Sono questi i primi effetti positivi dell’Expo 2015, secondo una ricerca commissionata da Camera di Commercio e dall’organizzazione dell’Esposizione universale a un team di analisti economici.

Gli investimenti dei Paesi stranieri partecipanti avranno ricadute importanti sulla produzione, sull’occupazione e sull’interscambio dell’Italia con l’estero. Circa il 40% del giro d’affari andrà a beneficio delle piccole e medie imprese lombarde fuori Milano, con un incremento di circa 525 milioni di euro per quelle bresciane, 500 milioni per le attività della Brianza e oltre 454 milioni per le aziende del Comasco.

L’indotto di Expo 2015, stimato per la Lombardia e legato ai settori di ricettività, cultura e trasporti, è di più di 9 miliardi di euro che valgono, solo nel settore del turismo, 35 mila posti di lavoro in più in Lombardia. Senza contare Milano, dove i benefici saranno ancora maggiori.

E proprio per attrarre le aziende oltre confine, la Camera di Commercio ha avviato alcuni progetti rivolti ai Paesi partecipanti. Il primo passo è stata la creazione dell’“Azienda speciale Promos”: un progetto di promozione e marketing territoriale verso alcuni Paesi-target che hanno confermato la loro partecipazione all’evento. Prima a essere coinvolta la Cina, che ha già siglato, grazie a un’intesa tra il Governo di Pechino e la Farnesina, il China Special Project: un’iniziativa che attirerà un milione di visitatori e turisti cinesi e favorirà l’incontro tra gli operatori economici di quel territorio e le imprese italiane.

Ma non basta. Ci sarà anche un catalogo di beni e servizi a disposizione di chiunque ne faccia richiesta. «Si tratta di una piattaforma virtuale, che ha lo scopo di mettere in contatto i Paesi partecipanti con le aziende e i professionisti presenti sul nostro territorio, per la potenziale fornitura di beni e servizi di qualità e sostenibilità», spiega Alberto Meomartini, vicepresidente della Camera di Commercio di Milano. Possono accedere a questo strumento tutte le imprese italiane che vogliono proporsi come official suppliers alle realtà che prenderanno parte all’Expo. «Sarà un’iniziativa molto efficace anche per chi verrà a Milano, perché permetterà a tutti di farsi conoscere», conclude Meomartini.

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