Redazione

La divisione del Paese, primo produttore mondiale di cacao, esportatore di caffè, cotone e canna da zucchero, non è però solo territoriale.
La Costa d’Avorio conta più di 16 milioni di abitanti, di cui il 26% sono immigrati da Paesi dell’Africa dell’Ovest: Mali, Niger, Guinea e, sopratutto, Burkina Faso (con oltre due milioni di presenze).
E sono questi che, lavorando per decenni nelle piantagioni della costa, hanno fatto la fortuna economica del Paese.

Quest’immigrazione fu astutamente favorita da Felix Houphouet Boigny, l’uomo che in oltre trent’anni di governo ininterrotto seppe mantenere gli equilibri nel Paese e, anche grazie all’alleanza con la Francia, lo portò alla prosperità.

Alla sua morte, nel 1993, lasciò però una grave eredità.
Non preparò la sua discendenza che fu presa dal delfino Henri Konan Bedié. Questi, per mantenere il potere ai danni dell’ex primo ministro Alassane Ouattara inventò l’ivorité , una sorta di nazionalismo che discriminava chiunque avesse origini non ivoriane.

Ouattara era infatti del Nord e parte della sua famiglia è originaria del Burkina Faso, dove vivono gli stessi popoli separati solo dalle frontiere coloniali.
Bedié cavalcava anche il malcontento causato dalla crisi economica degli anni Ottanta seguita alla liberalizzazione (voluta dal Wto) dei mercati di cacao, cotone e caffè.

Questo fu il seme della spinta razzista e xenofoba che si accentuò in seguito e ora spacca il Paese.
Divenne costituzionale con l’approvazione dell’art. 35 della Costituzione del 2000 (che prevede che un candidato alla presidenza debba essere di padre e madre ivoriani).
Di quegli anni sono i primi massacri e le prime fosse comuni. Così le etnie del Sud e altre si contrapposero a quelle del Nord, chiamate comunemente dioula (dalla lingua che parlano, utilizzata anche in Burkina Faso, Mali e Guinea) e alla quale si accomunano gli immigrati, alcuni di lunga data, provenienti dai Paesi del Nord.

L’insoddisfazione di alcune frange di militari, l’epurazione degli ufficiali dioula e le connessioni destabilizzanti con la vicina Liberia (in guerra da oltre un decennio) fecero il resto.

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