Il cardinale Scola: «La visita a Milano del Patriarca Ecumenico di Costantinopoli non è questione che può interessare solo alcune elite: riguarda la Città intera e il popolo di Dio»

del cardinale Angelo SCOLA
Arcivescovo di Milano

Angelo Scola

Con grande gioia, mia e di tutta la Chiesa ambrosiana, attendiamo a Milano l’arrivo del Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo. Questa storica visita costituisce uno dei momenti più alti e significativi degli appuntamenti che l’Arcidiocesi sta realizzando per celebrare il 17° centenario dell’“Editto di Milano” (che, come gli storici insegnano, sarebbe meglio definire “Accordo di Milano”).

La presenza a Milano di Sua Santità sarà un evento che interesserà la Città e il Paese secondo la dimensione sia religiosa che civile. Saranno due i momenti cruciali del programma milanese che condivideremo: la lectio sul tema della libertà religiosa a Palazzo Reale e la preghiera ecumenica nella Basilica di Sant’Ambrogio, pochi giorni dopo la celebrazione della Pasqua ortodossa, pochi giorni prima della ricorrenza cattolica della solennità di Pentecoste.

A questo appuntamento arriviamo preparati: da mesi a Milano e in Italia si dibatte la questione cruciale della “libertà religiosa”, emblema e culmine della libertà di coscienza, uno dei principali temi, se non il primo, che mi sembra richiedere seria riflessione e rinnovata pratica nelle nostre odierne società occidentali.

La prospettiva assunta nell’affrontare questo tema e che offriamo al dialogo con il patriarca Bartolomeo è quella presentata in occasione del Discorso alla Città, la vigilia di Sant’Ambrogio. Ero partito dalla considerazione che non è possibile negare all’Editto di Milano un qualche significato epocale. Pur tenendo in debita considerazione le diverse riletture storiche che hanno sopravvalutato di volta in volta, o sottovalutato, il peso dell’Editto, mi sembra che si possa continuare ad affermare, ovviamente nel quadro della specifica e ben delimitata teologia politica di quel momento storico, che con l’Editto di Milano emergono per la prima volta le due dimensioni che oggi chiamiamo “libertà religiosa” e, in maniera indiretta, quella che secoli dopo verrà chiamata “laicità dello Stato”. Sono due aspetti decisivi per la buona organizzazione della società politica.

Tuttavia, come ben sappiamo, l’Editto fu una sorta di “inizio mancato”. Basti pensare alla svolta di Teodosio. Tuttavia il tema della libertà religiosa e della laicità dello Stato hanno continuato a pesare lungo la storia ed è assai significativo che ai giorni nostri tale travaglio, nonostante i non pochi guadagni, è lungi dall’essere concluso. Parlare oggi di libertà religiosa significa affrontare un’emergenza sempre più globale: guardando verso Oriente il problema si pone in termini di vera e propria persecuzione violenta su base religiosa di tutti coloro che professano una fede diversa da quella “ufficiale”, ma anche in Occidente non mancano limitazioni, talora non di poco conto, della libertà religiosa.

Nei Paesi in cui domina ancora la religione di Stato, dove ancora non si è scoperto il valore di una “sana laicità”, tutelare la libertà religiosa significherà primariamente incoraggiare il pluralismo religioso e l’apertura a tutte le espressioni religiose, per esempio eliminando le legislazioni che puniscono anche penalmente la blasfemia. In Occidente, invece, è urgente superare la latente diffidenza verso il fenomeno religioso insita nell’ambiguità di alcune concezioni della laicità che generano un clima non certo favorevole ad una autentica libertà religiosa.

Il gesto forte della presenza a Milano di Sua Santità Bartolomeo – al quale fin da ora esprimo la gratitudine mia e di tutta la Chiesa ambrosiana per il dono della sua visita – e le azioni che compiremo insieme, mostrano l’impegno comune dei credenti nel Dio di Gesù Cristo per proporre una reale possibilità di ricerca religiosa personale e comunitaria. Un impegno reso ancor più prezioso dalla preghiera comune e dalle riflessioni che reciprocamente offriremo.

La visita del patriarca Bartolomeo non è questione che può interessare solo alcune elite: riguarda la Città intera e il popolo di Dio. Invito quindi a cogliere questa opportunità intervenendo di persona agli eventi, specialmente alle preghiera ecumenica di giovedì 16 alle 11 presso la Basilica di Sant’Ambrogio.

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