Al di là dell’occasione di arricchimento culturale è questo il valore aggiunto della tre-giorni in programma a Triuggio, secondo il Vicario episcopale monsignor Faccendini

di Luisa BOVE

Prende spunto dal tema di Expo 2015 la tradizionale tre giorni parroci di Milano che si terrà dal 25 al 28 gennaio a Triuggio, con arrivo domenica sera alle 20 e conclusione con il pranzo di mercoledì. L’iniziativa è rivolta ai parroci della città e a tutti i preti non coinvolti nella Pastorale giovanile, per i quali si terrà invece una due giorni in marzo. «È una bella eredità che ricordo da quando anch’io ero parroco a Milano – assicura monsignor Carlo Faccendini, Vicario episcopale della città -. Da anni viene proposta ai preti e il numero è sempre elevato (l’anno scorso erano 120), anche prima di me».

Alle giornate, dal titolo «Che cosa nutre la vita? Il “pane quotidiano” di un prete», sono previsti «interventi alti di arricchimento culturale e non immediatamente riconducibili alle esigenze pastorali», come pure occasioni di confronto e dibattito. «Ma soprattutto – spiega Faccendini – insisto che i preti vengano e si fermino perché è bello stare insieme, pregare, mangiare e parlarsi come facevamo in Seminario». E in effetti «i preti mi testimoniano il loro apprezzamento, oltre alla gioia di tre giorni vissuti insieme».

Lunedì mattina Paolo Foglizzo, redattore di Aggiornamenti sociali, con una relazione dal titolo «Expo 2015: dall’evento alla sfida», rifletterà su come l’esposizione mondiale «provoca la vita delle nostre comunità e la stessa organizzazione pastorale». Nel pomeriggio Patrizio Rota Scalabrini farà una rilettura biblica sul tema del cibo: «Dal digiuno del deserto all’ultima cena: l’esperienza di Gesù di Nazareth». Dopo cena invece è prevista la proiezione di un film.

«Nutrire la Chiesa: l’esperienza di un Pastore» è il titolo dell’intervento che monsignor Francesco Beschi, vescovo di Bergamo, terrà martedì mattina. «Gli abbiamo chiesto di raccontare la sua esperienza di Pastore e come concorre a sostenere e alimentare la vita della sua Diocesi – spiega Faccendini -. Poi ci dirà con quali atteggiamenti, modalità e proposte ogni parroco è chiamato a tenere viva e nutrire la sua parrocchia». Invece a monsignor Franco Brovelli, incaricato dell’accompagnamento spirituale dei preti a Concenedo di Barzio, «abbiamo chiesto il contrario, cioè di raccontarci come una comunità di cristiani concorre a tenere viva e a nutrire la vita del prete». Il suo intervento sarà infatti «Una Chiesa ospitale: dare e ricevere dal popolo di Dio». La sera ci sarà un «fuori programma». «Riprenderemo i temi del Sinodo della famiglia, non solo per rileggere il documento finale e sottolineare gli elementi portanti – dice il Vicario episcopale -, ma soprattutto per confrontarci, perché i parroci sono molto coinvolti e affrontano grandi fatiche e sofferenze». A guidare il dibattito sarà Marcello Mattè, redattore della rivista Il Regno.

Le conclusioni mercoledì mattina saranno affidate al teologo Cesare Pagazzi che terrà una meditazione sapienziale sul tema del pane, del cibo e del rapporto con Gesù.

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