Una rassegna itinerante, allestita fino al 13 maggio presso la Villa Sacro Cuore, illustra i temi del VII Incontro mondiale delle Famiglie attraverso la riproduzione di celebri capolavori come di espressive quanto poco conosciute opere d'arte.

di Adriana BATTAGLIA

Triuggio mostra famiglia

Il VII Incontro mondiale delle famiglie, è ormai alle porte; anche Villa Sacro Cuore a Triuggio si sta lavorando per informare e preparare l’avvenimento. Qui la Vinceart, in collaborazione con la Villa, ha preparato un percorso culturale, composto da quadri con riproduzione su tela di 22 opere artistiche: “Arte: finestra sul mistero di Dio sull’amore umano”.
Ogni quadro è affiancato da un riferimento preciso dal punto di vista dottrinale, con testi pontifici, vescovili e di autori vari. I quadri riportano opere del Romanino, Guido Reni, Guttuso, Pietro da Cemmo e molti autori che hanno loro opere in Villa Sacro Cuore; altri provengono dalla Chiesa di San Maurizio di Breno, dal Sacro Monte di Varese, dall’Annunciata di Piancogno.
La mostra è stata visitata dai Cardinali: Antonelli, Scola e Tettamanzi; la si può richiedere per parrocchie, oratori, istituti… ed è molto utile per preparare l’avvenimento e per continuarne la riflessione. Fra i temi espressi nelle opere pittoriche e nei testi: Famiglia e giovani, culla di vita, benedizione di Dio, scuola di umanità, fidanzamento, alleanza, vocazione, luogo di sacrificio e di redenzione, unione con Cristo.
Per informazioni e prenotazioni: vince.art@libero.it – cell. 3356220721

Una mostra che esprime i valori del sacro, capace di offrire una nozione di bellezza capace di afflati. Ed è proprio la bellezza tradotta in immagini ed in parole l’elemento che arricchisce la verità. I valori eterni sono il respiro dell’Assoluto, il respiro stesso dell’arte, in ogni sua forma a sottolineare il concetto che non si possono cancellare le questioni trascendenti nel campo estetico.

Dal 1475 al 1983, da Pietro da Cemmo del convento dell’Annunciata a Guttuso del Sacro Monte di Varese: una serie di riproduzioni che accompagnano scritti che invitano alla riflessione. Il compianto di Maria di Brescia riprodotto su tela sembra non aver perso la sua consistenza materica, pur non elevando a fatto plastico il segno grafico.

E’ un desiderio d’infinito la sottolineatura che il cuore, più della mente guida i pensieri umani ed effettua scandagli di grande profondità nel mistero della vita. Guido Reni , il Romanino ed altri pittori minori sono stati capaci di farci condividere la suggestione che le cose belle, di per sé incomplete, effimere e corrompibili, splendono nella luce dell’eternità,  intatte, se con atto di fede e di libera rinunzia , le affidiamo a Dio. L’arte è verità che schiude orizzonti nuovi e che accosta all’inquietante visione delle cose l’immagine sognata o vissuta della luce.

Le figure della “Famiglia Sacra” esposte nella mostra ospitata a Villa Sacro Cuore a Triuggio, sono portatrici di intenzionalità e del desiderio di grandezza dell’immaginario. Parecchi quadri ci offrono la figura di Maria: credo che il suo “mito” si identifichi con il mito dell’arte: mito come sogno, speranza, fede, visione del possibile, che diviene poco a poco progetto

E’ un percorso di quadri di buio e di luce, elementi fondamentali questi ultimi nella storia della pittura perché indicano il tempo della rappresentazione , aperta  a tante coppie dicotomiche; al buio si lega la notte, il mistero, il peccato, la morte; alla luce si lega il giorno, la certezza, la risurrezione, la vita.

Nelle pieghe delle incertezze del nostro tempo complesso, un percorso di visione e riflessione sulla storia e sulla famiglia, con i suoi valori, è atto di umiltà e nel contempo di grandezza, grazie a Dio. E come asseriva S. Agostino: «Dio è il padre della verità , il padre della sapienza, il padre della vera e somma vita, il padre della felicità, il padre della bellezza e della bontà, il padre della luce intellegibile e della illuminazione della nostra mente».

Chi ha fede possiede una bellissima e fortissima base per addolcire le difficoltà dell’esistenza. La felicità a misura d’uomo attraverso la fede, diviene beatitudine, «condivisione per grazia della stessa vita di Dio, e beatitudine: si può dire in modo definitivo e insuperabile che essa è la vera felicità» 

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