Dopo la Giornata nazionale di promozione al sostegno alla Chiesa cattolica, a Monluè, presentazione di due progetti realizzati proprio grazie a questi contributi

di Massimo PAVANELLO
Incaricato diocesano Sovvenire

Campagna Zero-Like

L’espressione «mi piace» non è soltanto un complimento. È un’unità di misura. Chi naviga su internet lo sa. Quanti più pollici alzati – I like (mi piace) – si riescono a ottenere, tanto meno ci si sente soli. Ma nel web, oltre che fuori, ci sono pure quelli che stanno in fondo alla classifica e che hanno “zero ammiratori”. La Chiesa questi privilegia, da sempre. E così – in parallelo agli spot tv – la Giornata nazionale dell’8×1000 (5 maggio) si è arricchita pure di una campagna on line dal titolo Zero-Like (sul sito www.chiediloaloro.it o su youtube) per far conoscere agli internauti le persone aiutate da questo gettito, rendendoli edotti dell’opportunità di destinare l’8×1000 alla Chiesa cattolica, ma soprattutto sollecitandoli a offrire una “amicizia” fattiva ai bisognosi.

I destinatari dello speciale fondo sono infatti volti che non attraggono simpatie e le cui storie raccontano di dolore e di speranza. I protagonisti dei “corti” (4/5 minuti) non sono attori e non hanno un copione da seguire. Sono gli utenti stessi dei progetti aiutati dalla fiscalità utilizzata dalla Chiesa. La rete si presta bene – più di un veloce spot televisivo – per approfondire le singole narrazioni e allarga il bacino di utenti composto forse da un pubblico di nicchia, ma senza dubbio opinion-maker. Le opere raccontate on line sono inoltre interattive. Rimandano a un link che dà la possibilità di aiutare i progetti secondo le varie necessità. Scopo ultimo della comunicazione ecclesiale non è, del resto, la commozione, ma suscitare la partecipazione.

Per quanto riguarda Milano, due sono le realtà presenti sia negli spot tv sia nel bouquet Zero-Like: la “Grangia di Monluè” che accoglie i rifugiati che scappano da conflitti, dittature e torture; la scuola popolare “I Care”, un progetto di scolarizzazione in due quartieri di periferia. L’azione di coinvolgimento dei new media non si ferma però ai video. Per otto settimane, infatti, sono promossi su Facebook i reportage di giovani appassionati di fotografia che hanno documentato le varie opere della campagna. Uno sguardo sicuramente diverso rispetto alla tradizionale modalità comunicativa, che registra però già numerosi post positivi di comprensione per il ruolo ricoperto dalla Chiesa e per l’8×1000 a essa destinata.

Gli studenti e gli ex allievi delle scuole di fotografia possono anche in futuro partecipare a questa esperienza inviando un curriculum al sito segnalato. Così ha fatto, per esempio Alessandro Scattolini, del terzo master nella Scuola Romana di Fotografia, che ha raccolto scatti a Monluè. Oppure Piero Donadeo, ex alunno del master di Foto Giornalismo presso l’Isfci a Roma, che ha immortalato la scuola “I Care”. I due progetti milanesi oggetto della campagna 2013, oltre ai video e all’impiego di internet per questo scopo, saranno presentati martedì 7 maggio alle 19.30, presso la Cascina Monluè, da parte di Matteo Calabresi, responsabile del Servizio Cei per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, e dall’incaricato ambrosiano del Sovvenire.

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