Percorso di approfondimento sulla fertilità e fecondità di coppia proposto da Camen, Ac Giovani, Servizio per la Famiglia e Felceaf in 18 Consultori cattolici in Diocesi. Incontri da febbraio a maggio

di Paola e Claudio FRESCHI

Imparare ad amare l'amore 2012

La Fondazione C.A.Me.N. onlus (Centro Ambrosiano Metodi naturali), l’Ac giovani diocesana, il Servizio diocesano per la famiglia e la Felceaf (Federazione lombarda centri assistenza alla famiglia), con la collaborazione degli insegnanti del metodo sintotermico Camen dell’Associazione “La Bottega dell’orefice onlus” e del C.Lo.M.B (Centro Lombardo metodo Billing) ripropongono il percorso “Imparare ad amare l’amore”, con incontri da febbraio (a Merate e Saronno) a maggio (a Milano e Magenta).

Si tratta di un percorso di approfondimento sulla fertilità e fecondità di coppia che si svolge in 18 Consultori cattolici nel territorio diocesano, rivolto alle giovani coppie, fidanzati o già sposi, e strutturato in corsi di tre serate con la presenza di insegnanti di Metodi naturali e di altri specialisti. Lo scopo è quello di dare la possibilità di approfondire le tematiche della relazione di coppia, della generazione della vita, della paternità e della maternità responsabili, della conoscenza dei Metodi naturali per la regolazione della fertilità umana.

Quando si parla di Metodi naturali, difficilmente si suscita interesse o curiosità. C’è chi dice che solo il nome sappia di vecchio e anacronistico; per alcuni, anche fra gli operatori di pastorale familiare, sono improponibili, perché le giovani coppie non hanno le basi spirituali e antropologiche per approcciarli; i giovani, poi, ne ignorano completamente l’esistenza o ne hanno un’idea piuttosto negativa, nel senso di metodi inaffidabili!

Ma, allora, perché proporli ancora? La risposta è tanto semplice, quanto ovvia: perché crediamo nell’Uomo creato a immagine e somiglianza di Dio! Ci sembra bello, allora, aiutare i giovani a riscoprire questa grande verità. E lo possiamo fare proprio a partire dal nostro corpo, in cui è iscritta una sapienza sulla sessualità.

Creandoci “maschio e femmina”, Dio ha posto in noi fin dall’origine la tensione erotica verso l’altro sesso. Tale tensione ci dice che la relazione è il costitutivo dell’umano: è con l’altro che la vita diventa buona e degna di essere vissuta, con l’altro accolto nella sua integrità e rispettato nella sua diversità, anche di ritmi fisiologici. Dunque l’unione dei corpi coinvolge le intimità, le anime, le persone nella loro totalità e dona gioia e pienezza: vero compimento dell’amore è l’incontro dell’altro nella sua profondità spirituale e personale. L’esperienza amorosa si apre a un futuro che è comunione. Una comunione che è da costruire, curare; una comunione che è dinamica perché dipende dal donarsi dei due reciprocamente.

Certo, tutto questo non nasce spontaneamente, ma richiede disponibilità a un’educazione dell’affettività e della sessualità. I Metodi naturali possono essere un’occasione per scoprire la ricchezza insita nella sessualità umana, come ci viene ricordato dalla Familiaris Consortio: “La scelta dei ritmi naturali comporta l’accettazione del tempo della persona, cioè della donna. E con ciò l’accettazione anche del dialogo, del rispetto reciproco, della comune responsabilità, del dominio di sé. Accogliere poi il tempo e il dialogo significa riconoscere il carattere insieme spirituale e corporeo della comunione coniugale, come pure vivere l’amore personale nella sua esigenza di fedeltà. In questo contesto la coppia fa l’esperienza che la comunione coniugale viene arricchita di quei valori di tenerezza e di affettività, i quali costituiscono l’anima profonda della sessualità umana, anche nella sua dimensione fisica. In tal modo la sessualità viene rispettata e promossa nella sua dimensione veramente umana, non mai invece usata come un oggetto che, dissolvendo l’unità personale di anima e corpo, colpisce la stessa creazione di Dio nell’intreccio più intimo tra natura e persona.” (FC, 32).

Per questo l’amore richiede intelligenza e consapevolezza: la posta in gioco è alta. La felicità non è soddisfazione di un desiderio. La felicità è portare a compimento la nostra vita, uscendo da noi stessi e, nella comunione con l’altro, vivere la verità dell’Amore e trovare Dio. Da questa consapevolezza nasce il percorso “Imparare ad amare l’amore”

Info: www.fondazionecamen.org  www.azionecattolicamilano.it; www.chiesadimilano.it/famiglia

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi